Proteste a Tel Aviv: mezzo milione in piazza per la liberazione degli ostaggi
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Redazione Esteri
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Sabato sera, Tel Aviv è stata teatro di una delle più grandi manifestazioni della sua storia. Circa 500.000 persone sono scese in piazza per chiedere la liberazione degli ostaggi detenuti da Hamas. La protesta, che si ripete ogni sabato sera da mesi, ha visto una partecipazione senza precedenti, con numeri confermati anche dalla polizia israeliana. Gli altoparlanti hanno annunciato l'afflusso continuo di persone, rendendo la piazza un mare di voci unite in un unico grido: "Liberarli tutti subito".
La situazione in Israele e nei territori palestinesi è tesa. Le autorità israeliane hanno chiuso il valico di Kerem Shalom per il secondo giorno consecutivo, impedendo l'ingresso di aiuti umanitari a Gaza dall'Egitto. La chiusura è stata giustificata con lo shabbat, il giorno di riposo settimanale in Israele. Tuttavia, il blocco ha causato un accumulo di migliaia di camion nel Governatorato del Sinai del Nord, con un deterioramento degli aiuti umanitari a causa del caldo e della polvere.
La comunità internazionale osserva con preoccupazione l'escalation di violenza nella regione. L'uccisione di una giovane attivista americana di origine turca nei pressi di Nablus durante una protesta filopalestinese ha attirato l'attenzione dell'ONU, che ha richiesto un'inchiesta approfondita sul caso. Intanto, i raid aerei israeliani continuano a mietere vittime tra i palestinesi sfollati, con almeno 11 morti nelle ultime ore nella Striscia di Gaza.
La protesta di Tel Aviv rappresenta un momento cruciale nella lotta per la liberazione degli ostaggi e per la pace nella regione. La partecipazione massiccia dimostra la determinazione del popolo israeliano a non arrendersi di fronte alla violenza e all'ingiustizia.




