Israele, la piazza di Tel Aviv attende il ritorno degli ostaggi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una folla, che si è radunata fino a riempire la piazza degli ostaggi nel cuore di Tel Aviv, ha chiesto a gran voce la liberazione dei rapiti, in un clima di attesa che molti hanno percepito come forse definitivo. I nomi di coloro che sono trattenuti da mesi riecheggiavano tra gli slogan, mentre da Washington giungevano notizie, attraverso fonti ben informate, che indicavano il loro rilascio imminente, già a partire dalla mattinata di lunedì 13 ottobre. L'atmosfera, carica di un'emozione a lungo repressa, ha visto i manifestanti rivolgere pubblici ringraziamenti al presidente americano Donald Trump, individuando nella sua azione diplomatica la chiave di volta per una soluzione tanto agognata.

Il piano in venti punti e il ruolo di Kushner

Dietro la svolta, che ha portato alla presentazione di un accordo su Gaza in venti punti e al successivo cessate il fuoco, c'è stata l'opera determinante di Jared Kushner. Il genero del presidente, ritornato alla ribalta della scena pubblica dopo un periodo di minore visibilità, ha costruito meticolosamente il piano, coordinando i negoziati che hanno condotto all'intesa. A lui si è affiancato, in una sinergia tutta particolare, Steve Witkoff, grande alleato di Trump e di Kushner stesso, in un tandem di uomini d'affari che ha impresso un'accelerazione decisiva alle trattative, le quali hanno di fatto messo fine, almeno in questa fase, alle operazioni militari israeliane nell'exclave palestinese.

L'annuncio di Witkoff dalla piazza

Proprio Steve Witkoff, nel ruolo di inviato speciale della Casa Bianca per il Medio Oriente, è salito sul palco allestito a Tel Aviv per parlare direttamente alla gente. "I miracoli possono accadere, gli ostaggi stanno tornando a casa", ha dichiarato, con una frase che è stata accolta da un applauso liberatorio. Quella stessa folla, che pochi istanti prima aveva fischiato alla menzione del premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha invece tributato una standing ovation al nome di Donald Trump, riconoscendo, in quel momento di speranza concreta, il suo impegno personale.

Il "Nobel president" e la nuova fase

Tra la moltitudine, visibile a tutti, è comparso uno striscione di grandi dimensioni che ritraeva Trump con la dicitura “Nobel president”. L'immagine, virata rapidamente sui social network, sintetizza il sentimento di una parte significativa del paese, il quale vede in questo accordo non solo la fine di un incubo per le famiglie degli ostaggi, ma anche un successo diplomatico di portata storica. All'evento, che ha sancito pubblicamente questa nuova fase, hanno preso parte, insieme a Witkoff, anche Ivanka Trump e lo stesso Jared Kushner, a suggellare un coinvolgimento familiare che ha oltrepassato i confini della politica tradizionale.

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