Tel Aviv in piazza per gli ostaggi e contro la guerra, mentre Trump annuncia: "Accordo vicino"
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Redazione Esteri
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Migliaia di persone hanno invaso le strade di Tel Aviv sabato 31 maggio, agitando bandiere e brandendo le foto dei prigionieri ancora nelle mani di Hamas, per chiedere a gran voce un cessate il fuoco immediato a Gaza e la liberazione degli ostaggi. La protesta, che ha visto convergere davanti al Ministero della Difesa famiglie, attivisti e semplici cittadini, si inserisce in un clima di crescente frustrazione verso il governo Netanyahu, accusato di strumentalizzare la crisi per consolidare il proprio potere.
Secondo fonti vicine alle trattative, Hamas avrebbe accettato in linea di principio una tregua di 60 giorni, in cambio della quale rilascerebbe 28 ostaggi israeliani, ottenendo la liberazione di oltre 1.200 detenuti palestinesi. A confermare l’avvicinamento tra le parti è stato Donald Trump, che in una breve dichiarazione ha parlato di un accordo ormai prossimo, senza però entrare nei dettagli. Il premier israeliano, dal canto suo, non ha ancora rilasciato alcun commento ufficiale, alimentando ulteriori polemiche tra chi lo considera un ostacolo alla pacificazione.
Quella di sabato è solo l’ultima di una lunga serie di manifestazioni che, dallo scorso ottobre, hanno visto scendere in piazza quella parte di società israeliana critica tanto verso Hamas quanto verso la condotta del proprio governo. Molti dei dimostranti provengono dagli stessi kibbutz colpiti nell’attacco del 7 ottobre 2023, quando i miliziani palestinesi uccisero centinaia di civili e ne rapirono altri 253. Tra loro, non mancano parenti delle vittime, che denunciano l’ipocrisia di un esecutivo storicamente distante dalle loro istanze, eppure oggi chiamato a garantire la loro sicurezza.
L’acqua in Europa, tra siccità e inquinamento: un reportage su Euronews mentre infuria il dibattito sul conflitto israelo-palestinese, un’altra crisi, meno visibile ma altrettanto urgente, minaccia il continente europeo: quella idrica. Secondo un’inchiesta di Euronews, fiumi, laghi e falde sotterranee sono sempre più compromessi da inquinamento, sfruttamento eccessivo ed eventi climatici estremi, come alluvioni e lunghi periodi di siccità. Il reportage, disponibile in video e arricchito da animazioni esplicative, esplora le soluzioni possibili – dal riutilizzo delle acque reflue alla protezione degli ecosistemi – sottolineando come la gestione sostenibile della risorsa idrica non sia più rinviabile.




