Sciopero dei treni il 6 maggio, confermato lo stop di 8 ore. Il 17 maggio stop di 23 ore in Piemonte e Valle d’Aosta
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Redazione Interno
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I sindacati Filt Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno ufficializzato lo sciopero nazionale di otto ore per martedì 6 maggio, dalle 9 alle 17, che coinvolgerà il personale ferroviario e degli appalti del settore. La protesta, motivata dal «mancato raggiungimento degli accordi» sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro per la mobilità ferroviaria e di quello aziendale del Gruppo Fs – entrambi in scadenza dal 31 dicembre 2023 – rischia di paralizzare i trasporti in tutta Italia, con ripercussioni soprattutto per pendolari e viaggiatori.
A rendere ancora più complicato il quadro, il sindacato Orsa Ferrovie ha proclamato un’ulteriore agitazione per il 17 maggio, limitata però al Piemonte e alla Valle d’Aosta. In questo caso, lo stop durerà 23 ore – dalle 3 del mattino fino alle 2 del giorno successivo – e interesserà il personale mobile e gli addetti alle vendite di Trenitalia nella direzione regionale delle due aree. Sebbene non sia ancora possibile quantificare l’entità dei disagi, è probabile che molti treni rimarranno a terra, costringendo i passeggeri a cercare soluzioni alternative.
La decisione di procedere con gli scioperi arriva dopo mesi di trattative infruttuose tra le organizzazioni sindacali e le aziende del gruppo Ferrovie dello Stato. Mentre i sindacati maggiori, tra cui Ugl Ferrovieri e Slm Fast Confsal, hanno scelto di concentrare la protesta in una giornata simbolica, Orsa ha preferito un’azione più lunga ma circoscritta a livello territoriale. Resta da vedere se, nei prossimi giorni, emergeranno margini per un dialogo che eviti l’astensione dal lavoro, ma al momento le parti sembrano distanti.




