Sudan, l'Onu accusa: droni e armi straniere stanno prolungando la guerra
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Redazione Esteri
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Droni, nuovi flussi di armamenti e sostegno straniero stanno cambiando la natura del conflitto in Sudan, estendendo la portata geografica delle ostilità e prolungando i combattimenti ai danni dei civili. È quanto emerge dal report pubblicato di recente dalla missione d'inchiesta dell'Onu, che certifica un rafforzamento delle capacità belliche tanto delle Forze armate sudanesi (Saf) quanto delle Forze di supporto rapido (Rsf).
La guerra iniziata nell'aprile 2023
Il Sudan è protagonista di una delle crisi umanitarie più gravi degli ultimi decenni, aggravata dalla guerra civile tra l'esercito regolare sudanese e i paramilitari delle Forze di Supporto Rapido Rsf, iniziata ad aprile 2023. Il paese è al collasso e, in queste ore, le organizzazioni umanitarie hanno annunciato che, a causa di grossi tagli sugli aiuti internazionali, nel corso di quest'anno verranno chiuse 36 strutture sanitarie, appesantendo ulteriormente un quadro già drammatico, che andrà a gravare su altre 473 mila persone.
L'accusa Usa sul programma chimico segreto
Le Forze Armate Sudanesi (SAF) sono al centro di un'escalation di tensione, scaturita dalle inchieste pubblicate dalla stampa statunitense, che hanno puntato il dito contro l'esercito accusandolo di essere coinvolto nella produzione e nell'impiego di munizioni chimiche nel conflitto contro le Rapid Support Forces (RSF).
The New York Times e The Washington Post hanno pubblicato le loro indagini, entrambe basate su materiali di intelligence, che comprenderebbero circa 150 documenti, fotografie, videoclip e comunicazioni intercettate, oltre a migliaia di messaggi di testo estratti dai telefoni di ufficiali sudanesi.
I tagli ai fondi aggravano la crisi
Nel contesto di una guerra brutale ancora in corso e di una crisi umanitaria catastrofica, la popolazione sudanese si trova a dover affrontare un accesso ridotto all'assistenza sanitaria, poiché le strutture in tutto il paese stanno chiudendo a causa dei tagli generalizzati e senza precedenti ai finanziamenti internazionali per gli aiuti umanitari da parte dei governi, che cominciano a far sentire i loro effetti. Ricoveri nelle strutture supportate da MSF aumentati oltre il 20% a Zalingei e Rokero, nel Darfur centrale.
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