Bonus Caldaie e Pompe di Calore 2025: Guida al Conto Termico 3.0

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo un iter legislativo non breve, il cui esito era atteso da molti, il nuovo Conto Termico 3.0 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, un passaggio formale che ne sancisce l’esistenza giuridica e che ne preannuncia l’entrata in vigore, secondo quanto stabilito, proprio nel periodo natalizio del 2025. Si tratta di una tempistica simbolica, che consegna a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni uno strumento aggiornato e potenziato per accedere a contributi dedicati all’efficientamento energetico, senza che vi siano limiti legati al reddito dei richiedenti.

Le principali novità del Conto Termico 3.0

Rispetto alla versione precedente, il cosiddetto 2.0, la riforma introduce modifiche sostanziali che ne allargano notevolmente la portata. Viene infatti ridisegnato l’intero sistema degli incentivi, aprendo per la prima volta al settore terziario, ovvero a quelle attività commerciali e produttive che finora ne erano rimaste escluse, l’accesso ai contributi per interventi edilizi finalizzati al risparmio energetico.

Incentivi per fotovoltaico e pompe di calore

Una delle novità più rilevanti, tuttavia, concerne il sostegno alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili: in questo ambito, viene introdotto il finanziamento degli impianti fotovoltaici, i quali non saranno più considerati in maniera autonoma ma come intervento “accessorio” e funzionale all’installazione delle pompe di calore, un accoppiamento tecnologico che massimizza l’efficienza.

I contributi per i privati

Per quanto riguarda nello specifico i privati, coloro i quali decideranno di sostituire il vecchio generatore di calore con una caldaia a maggiore efficienza o, in alternativa, con una pompa di calore, potranno beneficiare di un contributo che copre fino al sessantacinque per cento della spesa complessiva sostenuta.

Modalità e tempi di erogazione

L’erogazione di queste somme, che in alcuni casi possono raggiungere la cifra massima di quindicimila euro, avverrà in tempi definiti come rapidi e sarà gestita direttamente dal Gestore dei servizi energetici, alle cui regole operative, attese entro il febbraio del 2026, si dovrà fare riferimento per presentare le domande. Lo strumento, che mette a disposizione complessivamente novecento milioni di euro annui, di cui quattrocento sono riservati alla pubblica amministrazione, segna dunque l’inizio di una nuova fase per le politiche di sostegno all’energia pulita.

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