Ulivieri e la ricetta per il calcio italiano: «Ripartenza dalle giovanili, torneremo presto a parlare con Malagò»
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Redazione Sport
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Non si placano, nel panorama sportivo nazionale, le voci di chi chiede una ristrutturazione profonda del sistema calcio, e l’ultimo intervento in ordine di tempo – arrivato sulle frequenze di Radio CRC nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” – porta la firma pesante di Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori. L’ex tecnico, forte di una carriera che gli consente di guardare al movimento con occhio clinico, ha provato a indirizzare il dibattito verso quelle che, a suo giudizio, sono le reali fondamenta del futuro: i vivai e la formazione dei tecnici, snodi cruciali che spesso finiscono soffocati dalle chiacchiere da bar o dalle emergenze della domenica sera.
Ulivieri, nel dettaglio, ha elogiato l’operato delle nazionali giovanili – un settore, questo, dove i risultati concreti sono sotto gli occhi di tutti – per poi puntare il dito contro il muro invalicabile che separa i ragazzi di talento dalla ribalta della Serie A. È proprio in questo passaggio, ha spiegato il presidente dell’AIC, che il meccanismo si inceppa: se i giovani brillano nelle competizioni internazionali di categoria, significa che la materia prima esiste, ma il sistema di coltivazione (o meglio, quello di raccolta) mostra falle strutturali. La sua proposta, netta e senza giri di parole, punta sull’obbligatorietà dei titoli di studio specifici per chi siede sulle panchine dei vivai e delle prime squadre, un modo per elevare il livello didattico di un ambiente dove – troppo spesso – l’improvvisazione o la ricerca della vittoria a tutti i costi prendono il posto della pedagogia sportiva.
L’incontro con Malagò e il nodo della governance federale
Accantonato per un attimo il discorso tecnico, Ulivieri ha gettato luce anche sugli sviluppi politici che attendono la Federcalcio, svelando i retroscena di un recente confronto tra l’Associazione Italiana Allenatori, l’AIC (quella dei calciatori) e i candidati alla presidenza FIGC. Un colloquio, questo, durato circa quaranta minuti, durante il quale si è sondato il terreno con i due principali aspiranti alla successione: da un lato Giovanni Malagò, figura che l’ambiente conosce più per la sua gestione del CONI che per un coinvolgimento diretto nel pallone, dall’altro Giancarlo Abete, considerato un interlocutore più familiare per i tecnici, «uno che parla la nostra stessa lingua», ha confessato Ulivieri con disarmante sincerità.
Nonostante la lunga militanza di Abete nel mondo del calcio, l’associazione non ha però voluto concedere sconti o preferenze di bandiera. «Non conosco lo scenario futuro e non so chi sia l’uomo giusto», ha tagliato corto il presidente, specificando che l’incontro di recente organizzato (e che presto avrà un seguito) è servito unicamente per mettere nero su bianco le priorità della categoria. Tra le righe, si legge la volontà di non farsi trascinare in giochi di potere o in candidature terze – come quella di un ex calciatore, ipotesi subito scartata per ragioni statutarie – ma di procedere con un programma chiaro che rimetta al centro il lavoro quotidiano e il rispetto per chi, come dice il diretto interessato, «viene a lavorare».
Abodi e le infrastrutture: il ringraziamento a Milan e Inter
Mentre Ulivieri parlava di futuri tecnici e di diplomati, a Milano – precisamente sul palco dell’evento “Il Foglio” allestito a San Siro – il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, offriva una fotografia speculare ma complementare della crisi. Abodi, nel suo intervento, ha voluto ringraziare pubblicamente Inter e Milan per l’investimento sostenuto per acquisire l’impianto di San Siro, un’operazione che definisce «straordinaria» e capace di sbloccare finalmente le lungaggini burocratiche legate allo sviluppo degli stadi. «Lo sviluppo delle strutture – ha chiarito il ministro – non è dipeso dalla politica, ma dall’intraprendenza dei club, poi supportati dalla politica».
Un concetto, questo, che serve a spostare l’ago della bilancia delle responsabilità: se il calcio italiano arranca nella corsa alle infrastrutture moderne, la colpa non può essere solo delle leggi o della burocrazia, ma anche della storica incapacità dei club di osare. Abodi, comunque, non ha risparmiato una stoccata al sistema generale, richiamando alla memoria la figura di Enzo Tortora («direbbe dove eravamo rimasti?») per descrivere un movimento che, a suo avviso, è rimasto fermo agli stessi problemi strutturali di sempre, incapace di fare quell’esame di coscienza che invece altri sport – come il tennis o il rugby – hanno saputo sostenere per crescere.
Il paradosso della dispersione e la questione tecnica
A rendere ancora più drammatico il quadro tratteggiato dai vertici, si inseriscono i numeri crudi relativi al settore giovanile, che rivelano un paradosso amaro: nonostante i club investano nella formazione, la percentuale di giovani italiani che riesce a sfondare in Serie A è ferma al palo, con il nostro campionato che addirittura figura al 28° posto in Europa per minutaggio concesso ai “prodotti del vivaio”. Un dato, questo, che conferma le paure di Ulivieri: si allena bene nelle nazionali, si vince a livello giovanile, ma poi il salto verso i grandi palcoscenici si trasforma in una dispersione di talento (si parla di un 45,9% di quei ragazzi finito nei dilettanti a distanza di un decennio).
Sulla questione specifica della didattica, il presidente dell’AIC è stato lapidario: «I bambini devono essere seguiti da un insegnante, un docente o un istruttore che abbia studiato». Una linea dura che stride con la realtà di molte realtà italiane, dove spesso la tattica precoce o la ricerca del modulo schiacciano la creatività individuale. Tuttavia, nonostante la situazione appaia stagnante, Ulivieri ha garantito che il tavolo tecnico tra l’Associazione Allenatori, la FIGC e i candidati alla presidenza resterà caldo: «Torneremo presto a parlare con Malagò», ha assicurato, lasciando intendere che l’incontro di cortesia è già stato superato e che ora si passerà alla fase operativa.




