La corsa per la Figc, Malagò ascolta i sindacati: «Due ore molto positive»
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Redazione Sport
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Due ore fitte di confronto, condite da un cauto ottimismo e dalla consapevolezza che il cammino verso la poltrona di presidente della Federcalcio è ancora lungo e disseminato di "veti" incrociati. Giovanni Malagò, l’ex numero uno del Coni lanciato ufficialmente dalla Lega di Serie A, ha incontrato i vertici dell’Associazione Italiana Calciatori (Aic) e dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio (Aiac) negli uffici romani di quest’ultima. Un faccia a faccia, durato complessivamente circa centoventi minuti, che il candidato ha definito "propositivo sotto tutti i punti di vista". Al termine della riunione, a parlare per i sindacati ci hanno pensato i rispettivi presidenti, Calcagno e Ulivieri, i quali, pur rimandando ogni scelta definitiva ai passaggi interni, hanno bollato l’incontro con un secco "molto bene", sottolineando la piena condivisione sui temi principali discussi.
Le istanze delle componenti tecniche
Se Malagò è arrivato nella capitale forte dell’endorsement della massima serie – un sostegno che pesa per il 18% dei voti totali in assemblea – sa bene che senza l’appoggio di chi scende in campo e di chi siede in panchina la partita sarebbe persa in partenza. Durante l’incontro, dalle cui sale è trapelato un clima disteso, la delegazione dei calciatori (con il presidente Calcagno, il dg Grazioli e i vice Biondini, Gaggioli e Gama) ha esposto le "problematiche" che da anni attanagliano il movimento. Dall’altra parte, i tecnici guidati da Renzo Ulivieri – affiancato dai vice Camolese, Vossi, Perondi e dal segretario Perdomi – hanno ribadito la necessità di maggiori certezze normative e di un rilancio del settore giovanile, temi caldi che Malagò ha incassato senza però sbilanciarsi in promesse, limitandosi a un "mi sono documentato" in attesa delle loro prossime riflessioni.
Il rebus Abete e i tempi della scelta
La giornata odierna, però, è solo il primo tempo di una doppia sfida. Nel pomeriggio, infatti, toccherà a Giancarlo Abete, l’attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, sottoporsi allo stesso esame di fronte a Aic e Aiac. Abete, che conosce a menadito gli ingranaggi federali, rappresenta il primo ostacolo concreto per Malagò, forte di un bacino elettorale che arriva fino al 34% dei voti grazie al mondo dei dilettanti. E gli stessi sindacati, dopo aver incontrato l’ex presidente Figc, faranno "i passaggi interni" prima di decidere ufficialmente da che parte schierarsi. Una dichiarazione di voto, quella delle componenti tecniche, che è destinata a fare la differenza in un’assemblea elettiva convocata per il prossimo 22 giugno, dove ogni voto ponderato sarà decisivo per raggiungere il quorum necessari.
In attesa dello sprint finale
Con Malagò che ha già ricoperto il ruolo di "papa straniero" nel mondo del pallone – avendo guidato il Coni senza mai sedere direttamente sulla poltrona di viale del Foro Italico – e Abete che invece vanta già un mandato da presidente Figc alle spalle, la campagna elettorale entra dunque nel vivo. Il fatto che l’incontro con i sindacati sia stato definito "doveroso" dall’ex ministro dello sport la dice lunga sul rispetto che i due candidati devono alle categorie dei lavoratori del calcio, spesso relegate a comparse nelle spartizioni di potere. Ma la strada è ancora in salita per entrambi, in attesa di capire se Abete riuscirà a ripetere il successo di gradimento ottenuto da Malagò nella mattinata romana. Quello che è certo è che il "nocciolo duro" del voto tecnico non verrà sciolto prima di avere ascoltato tutte le campane, tenendo l’intero sistema calcistico con il fiato sospeso.




