Giallo di Pietracatella, slitta la relazione sulla ricina degli esperti tedeschi
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Redazione Interno
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Il giallo di Pietracatella sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita resta senza una svolta dopo che le attese relazioni dei consulenti tedeschi del Robert Koch Institut di Berlino non sono ancora state depositate. Gli specialisti stanno lavorando agli accertamenti affidati nell’ambito dell’inchiesta sull’avvelenamento con la ricina, il veleno che ha causato la morte della donna e della figlia in provincia di Campobasso. A chiarire il possibile slittamento dei tempi è stata la procuratrice di Larino Elvira Antonelli, proprio nel giorno inizialmente indicato come scadenza per una parte delle consulenze.
Le consulenze sulla ricina e la possibile proroga degli esperti tedeschi
Secondo quanto spiegato dalla procuratrice Elvira Antonelli, le relazioni del Robert Koch Institut non sono ancora arrivate e potrebbero essere necessarie richieste di proroga per completare il lavoro degli esperti. Le attività affidate ai consulenti tedeschi vengono definite numerose e complesse, con la possibilità di un allungamento dei tempi previsti per gli accertamenti tecnici. La procuratrice ha indicato che potrebbero essere richieste proroghe di 30 giorni ciascuna, entro il limite previsto dal codice di procedura penale rispetto alla data di inizio delle operazioni di consulenza tecnica.
A più di otto mesi dalla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, l’inchiesta per omicidio volontario aggravato dal mezzo venefico rimane ancora contro ignoti. Gli accertamenti del centro di Berlino, specializzato nello studio sui veleni, sono attesi per aggiungere nuovi elementi al quadro investigativo. La procuratrice ha però spiegato che una svolta non è vicina, mentre gli investigatori continuano a seguire anche gli approfondimenti legati alle relazioni personali delle persone coinvolte nella vicenda.
I dubbi familiari e gli aspetti ancora da chiarire nell’inchiesta
Nel percorso delle indagini restano aperti diversi interrogativi sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, avvelenate con la ricina a Pietracatella lo scorso dicembre. Salvatore Di Ielsi, padre di Antonella e nonno di Sara, continua a nutrire dubbi sul genero Gianni Di Vita, marito della figlia e padre della ragazza. Nonostante i colloqui avuti con lui, il padre della donna ha dichiarato di non riuscire né a credere né a puntare il dito contro l’ex sindaco, lasciando aperti i dubbi sulla vicenda.
Il quadro investigativo resta quindi in attesa di ulteriori elementi, con le relazioni degli specialisti tedeschi che potrebbero contribuire a chiarire alcuni aspetti dell’inchiesta sulla ricina. Le indagini tradizionali proseguono parallelamente per approfondire i rapporti personali e ricostruire quanto accaduto prima della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Il lavoro degli esperti del Robert Koch Institut rappresenta uno degli accertamenti attesi dagli inquirenti per completare gli elementi raccolti finora.
Il punto sulle indagini dopo la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita
Il giallo di Pietracatella rimane dunque al centro di un’inchiesta ancora senza indagati, mentre la Procura di Larino valuta il possibile prolungamento delle attività tecniche. La morte delle due donne, avvenuta dopo l’avvelenamento con la ricina, ha portato all’apertura di accertamenti complessi che coinvolgono anche specialisti del Robert Koch Institut di Berlino. Le prossime relazioni dei consulenti potrebbero fornire nuovi elementi agli investigatori, ma al momento i tempi della consegna non sono definiti e potrebbero subire uno slittamento rispetto alla scadenza inizialmente prevista.
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