Docente picchiata da trenta genitori, indagini in corso sulla chat incriminata

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La vicenda che ha scosso la comunità scolastica di Castellammare di Stabia ha avuto inizio con una chat, denominata "La Saletta", che coinvolgeva la docente di sostegno Veronica Sposito e sei alunni. La chat, ora al centro delle indagini, conteneva messaggi audio con presunte allusioni sessuali, che hanno scatenato la reazione violenta di trenta genitori, i quali hanno aggredito la docente il 14 novembre scorso.

Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, la chat incriminata potrebbe essere stata manomessa, sollevando dubbi sulla veridicità delle accuse mosse contro la Sposito. La docente, che non si è presentata a scuola dopo l'aggressione, ha dichiarato di non avere nulla di compromettente sul proprio cellulare. Le indagini, condotte dagli investigatori, stanno esplorando tutte le ipotesi, compresa quella di una possibile ritorsione per la sospensione di un alunno.

L'arcivescovo Francesco Alfano ha esortato i genitori a non farsi giustizia da soli, sottolineando l'importanza di lasciare che le autorità competenti facciano il loro lavoro. La docente, ferita alla testa e colpita più volte, è stata costretta a fuggire dalla scuola scortata dai carabinieri. Anche il padre della Sposito, intervenuto per difenderla, ha riportato ferite e dovrà essere operato al polso.

La moglie di un boss locale avrebbe guidato la "spedizione punitiva", alimentando ulteriormente le tensioni e le speculazioni sul caso.

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