Spagna, chiesto il rinvio a giudizio per Begoña Gómez, la moglie di Sánchez
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il giudice istruttore Juan Carlos Peinado, al termine di un’inchiesta che si è protratta per due anni, ha formalmente richiesto il rinvio a giudizio per Begoña Gómez, moglie del presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez. Le accuse, che ora dovranno essere vagliate da un tribunale penale, sono di traffico di influenze, corruzione, malversazione e appropriazione indebita: un quadro giudiziario complesso, nel quale la Gómez – secondo quanto ricostruito dal magistrato – avrebbe sfruttato la propria posizione istituzionale per favorire la sua carriera accademica. In particolare, l’attenzione si concentra sul ruolo di direttrice di un master presso l’Università Complutense di Madrid, incarico che avrebbe utilizzato per ottenere trattamenti preferenziali o per orientare decisioni economiche a proprio vantaggio. Resta esclusa dall’ordinanza, invece, la precedente ipotesi di esercizio abusivo della professione, caduta nel corso delle indagini per mancanza di riscontri sufficienti.
L’origine delle denunce e il ruolo delle organizzazioni della destra radicale
L’intera vicenda giudiziaria prese le mosse da una denuncia presentata da Manos Limpias, un’associazione sindacale vicina agli ambienti della destra spagnola, a cui si sono poi aggiunti ulteriori esposti. Questi ultimi, a loro volta, furono depositati dal partito di estrema destra Vox e dall’organizzazione ultraconservatrice Hazte Oir, due soggetti che hanno più volte incrociato le armi con l’esecutivo di Sánchez. Il giudice Peinado, nel coordinare le diverse sollecitazioni, ha ritenuto di ampliare il perimetro originario dell’inchiesta, inrando le nuove contestazioni senza però concedere alcuna rilevanza a quelle che definiva “pressioni mediatiche”. La mole degli elementi raccolti, comunque, gli è apparsa sufficiente per sostenere l’esistenza di un disegno, messo in atto dalla Gómez, volto a trarre vantaggio dalla prossimità al presidente del Consiglio.
L’ordinanza del giudice e le reazioni nell’ambito del governo
Nell’ordinanza con cui ha disposto la conclusione delle indagini preliminari, Peinado ha usato un linguaggio particolarmente duro nei confronti non solo della moglie di Sánchez ma anche dell’intero apparato governativo. Vi si legge, tra l’altro, che la condotta tenuta “dai palazzi presidenziali” apparirebbe “più propria ai regimi assolutisti” che a una democrazia liberale: un passaggio, quest’ultimo, che ha suscitato non poche tensioni tra il potere giudiziario e l’esecutivo. Il ministro della Presidenza, Félix Bolaños, ha replicato parlando di “inosservanze” e “intimidazioni” provenienti dallo stesso magistrato, alimentando uno scontro istituzionale che rischia di riverberarsi sull’iter processuale. La difesa della Gómez, dal canto suo, ha annunciato ricorso, sostenendo che l’accusa si fonderebbe su elementi indiziari fragili e su testimonianze provenienti da soggetti politicamente schierati.
Un caso che interseca cronaca giudiziaria e dinamiche di potere
Non si tratta, va detto, di un episodio isolato nel panorama politico spagnolo: la compagna di Sánchez, già finita al centro dell’attenzione mediatica in passato per la sua attività accademica e imprenditoriale, vede ora profilarsi un processo dalle potenziali conseguenze pesanti. Il reato di traffico di influenze, in particolare, presuppone l’aver fatto leva sulla propria posizione per condizionare decisioni pubbliche; la corruzione e la malversazione, invece, rimandano a ipotesi di distrazione di fondi o di abuso nell’esercizio di funzioni non strettamente pubbliche. L’appropriazione indebita, infine, completa un quadro accusatorio che il giudice Peinado ha volutamente delineato come sistematico, più che occasionale. Resta ora da attendere la decisione del tribunale che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio: un passaggio tecnico, ma carico di implicazioni politiche, in un paese abituato a vedere i propri leader e i loro familiari al centro di tempeste giudiziarie.




