Mosca e i fondi sospetti, un’ombra sulle democrazie
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Redazione Esteri
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Correva l’anno 2022, anzi volgeva al termine, quando la Banca d’Italia, attraverso la sua Unità di Informazione Finanziaria, preposta all’Antiriciclaggio, segnalò anomale movimentazioni di danaro in contante, esfiltrato da conti intestati all’Ambasciata della Federazione Russa a Roma. Pare che non meno di 4 milioni di euro in contanti fossero stati prelevati dall’allora capo della sede diplomatica, Sergey Razov, senza che si sia saputo per farne quale uso.
Nel frattempo, in Romania, il messaggio di Georgescu alla nazione ha sollevato non poche preoccupazioni. "È l'alba di un colpo di Stato ufficializzato", ha dichiarato, riferendosi all’annullamento delle elezioni presidenziali con rinvio a data da destinarsi. Le cause ufficiali parlano di problemi legati a TikTok e alla diffusione che il candidato vincente Georgescu sarebbe riuscito a ottenere tramite la piattaforma cinese, ma i motivi della Corte Costituzionale sono stati resi pubblici, e di accuse effettivamente illegali non c’è traccia.
Con una decisione senza precedenti, la Corte costituzionale romena ha annullato le presidenziali per sospette ingerenze russe a favore del sovranista Călin Georgescu, arrivato primo al primo turno. Tra forti divisioni interne, la Romania si prepara a rivotare in primavera. La Romania ha trascorso negli ultimi giorni il periodo più tormentato della sua storia post-comunista, iniziata con la Rivoluzione dell’89. La sentenza shock della Corte costituzionale rumena è stata aspramente criticata dai due candidati che hanno raggiunto il secondo turno, ma non dalla Commissione europea, che ha evitato di commentare la questione.
La Commissione europea prende le distanze dall'annullamento delle elezioni presidenziali in Romania da parte della Corte costituzionale del Paese, una decisione senza precedenti presa per presunte interferenze straniere.




