Ernesto Ferrero, un gentiluomo dei libri
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Ernesto Ferrero, noto come l'ultimo "signore dei libri", ci ha lasciato. Walter Barberis, presidente dell'Einaudi e già professore ordinario di Storia moderna all'Università di Torino, ricorda con affetto il collega e l'amico. Barberis descrive Ferrero come un gentiluomo, un termine che potrebbe sembrare retorico, ma che rispecchia la verità.
Ferrero e Barberis si conobbero nel 1975, quando Barberis fu assunto all'Einaudi come redattore di Storia. Giulio Bollati presentò Barberis a tutti, inclusa Ferrero. L'ambiente dell'Einaudi era imponente e metteva soggezione.
Nel maggio 2005, Ferrero iniziò a raccontare la sua vita nel romanzo "I migliori anni della nostra vita" (Feltrinelli). Descrisse la sua vita trascorsa nelle stanze torinesi dell'Einaudi e l'educazione sentimentale e intellettuale ricevuta nell'"Olimpo di via Biancamano". Scelse di fare i conti con un'idea complessa, insondabile e incantevole: la felicità.
Barberis ricorda il suo primo incontro con Ferrero il 7 gennaio 1975. Aveva 24 anni ed era la prima volta che entrava in via Biancamano, in casa editrice.




