Hellwatt Festival, dopo la cacciata del fondatore deve cambiare nome. Confermati Kanye West e Travis Scott
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non c’è pace per il festival reggiano che rischia di diventare il caso dell’anno nel mondo dei grandi eventi. Dopo l’allontanamento del fondatore e direttore artistico Victor Yari Milani, l’Hellwatt Festival dovrà cambiare nome. A meno di due mesi dal via, la mega rassegna che a luglio vedrà alla Rcf Arena di Reggio Emilia (un’area che può ospitare fino a 103mila spettatori) artisti del calibro di Kanye West e Travis Scott – oltre a star come Rita Ora, i Chainsmokers, gli Swedish House Mafia e Martin Garrix – si trova ora impelagata in una guerra legale che riguarda persino la titolarità del marchio.
Il nodo della vicenda è tutto lì: il nome “Hellwatt” non era di proprietà della società organizzatrice C.Volo, bensì di Milani; questi, dopo essere stato escluso dalla macchina organizzativa, non solo non ha alcuna intenzione di cederlo, ma rivendica l’intera paternità della kermesse. “Hanno fatto cose scorrette – ha dichiarato in un’intervista rilasciata a un quotidiano locale –. C.Volo non può cacciarmi. Il festival è di mia proprietà e resta sotto la mia giurisdizione”. Una presa di posizione netta che ha gettato nel caos la macchina comunicativa dell’evento, costringendo i vertici della struttura a ripiegare su formule più generiche come “rassegna estiva all’RCF Arena” o semplicemente “Summer shows”.
La guerra sui social network e il “post fantasma” di Milani
La confusione più evidente, per chi ha cercato di tenersi aggiornato nelle ultime ore, è stata quella registrata sul web. Nella tarda serata di venerdì, sul profilo Instagram ufficiale dell’Hellwatt era comparso un post che invitava ad aspettare un grande annuncio; poco dopo, quel post è sparito. Poi è addirittura comparso un nuovo profilo della kermesse, con contenuti identici, salvo poi suggerire agli utenti che il festival era “momentaneamente annullato”.
A fare chiarezza su questo episodio – o forse ad alimentare ulteriormente il mistero – ci ha pensato direttamente Victor Yari Milani, spiegando di essere lui l’artefice di quel messaggio. “Quel post l’ho fatto io e in pochi minuti ha raggiunto 30mila visualizzazioni”, ha affermato, sostenendo che il suo profilo sia stato oscurato da terze parti per danneggiarlo. Una versione che la controparte ha prontamente smentito, definendo quelle circolanti delle vere e proprie fake news e rassicurando il pubblico: i biglietti già acquistati restano validi e i concerti si faranno, anche se sotto un’insegna differente.
L’ombra della politica e i costi fuori controllo
Mentre gli avvocati dei rispettivi pool legali si preparano a discutere il caso, sul fronte politico l’affare sta assumendo i contorni di un caso amministrativo. L’opposizione di centrodestra, per voce del capogruppo in consiglio comunale, ha attaccato duramente la giunta guidata dal sindaco Massari. I consiglieri Paglialonga e Melioli definiscono l’operazione “un clamoroso disastro economico, organizzativo e di sicurezza”, accusando l’amministrazione di aver minimizzato i dubbi per mesi – partecipando alle conferenze stampa – mentre dietro le quinte emergevano “costi in crescita incontrollata e interrogativi sulla viabilità”.
Del resto, la portata dell’impegno economico è tale da rendere l’operazione sensibile a qualsiasi tipo di scossone. Si parla di cifre vicine ai 25-27 milioni di euro, un budget che perfino gli organizzatori più esperti avrebbero faticato a gestire. Per questo, chi aveva osservato con scetticismo la scelta di affidare le redini del progetto a un giovane e sostanzialmente sconosciuto direttore artistico – alla sua prima esperienza su un palco così grande – sente oggi di aver avuto ragione, anche se la società organizzatrice si è affrettata a sostituire la vecchia guardia con professionisti di caratura internazionale.
La tregua armata in attesa della conferenza stampa
Nel mentre, l’attesa è tutta focalizzata sulle prossime mosse di Victor Yari Milani. L’ex direttore artistico – che si definisce ancora l’unico e legittimo proprietario del progetto – ha annunciato che organizzerà a breve una conferenza stampa a Milano con la stampa italiana e internazionale, promettendo di svelare retroscena “molto gravi che vanno anche oltre C.Volo”. Fino a quel momento, e nell’attesa che i giudici diano una prima lettura della questione, gli appassionati di musica (e gli spettatori che hanno già speso centinaia di euro per il biglietto) restano in bilico tra la paura di un rinvio e la speranza che lo show, comunque lo si voglia chiamare, abbia effettivamente luogo.




