Adriano Celentano passa alle vie legali e affida la sua difesa a Giulia Bongiorno dopo le dichiarazioni del presunto figlio segreto
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un caso che sembrava assopito da cinquant'anni torna prepotentemente alla ribalta, gettando una luce inedita – o forse solo più cruda – sui riflettori sempre accesi intorno alla figura di Adriano Celentano. Il cantante, che pochi giorni fa aveva risposto con una battuta al vetriolo sui social, ha deciso di cambiare registro e di affidare la propria posizione all'avvocata Giulia Bongiorno, con un mandato chiaro: tutelarlo da quelle che definisce "ulteriori speculazioni". Al centro della vicenda, le dichiarazioni di Antonio Maria Segatori, un uomo di cinquantacinque anni che, in un'intervista rilasciata al settimanale Oggi, sostiene di essere il figlio non riconosciuto del Molleggiato, nato da una relazione tra la madre, Maria Luigia Biscardi, e lo stesso Celentano alla fine degli anni Sessanta. Segatori, assistito dai legali Manuela Maccaroni e Pierpaolo Salinetti, ha già depositato presso il tribunale civile di Milano un ricorso per la dichiarazione giudiziale di paternità, un atto che riapre una ferita giudiziaria mai del tutto rimarginatasi.
Il racconto di Brenda Bis e l'ombra di un accordo lontano nel tempo
La storia, così come emerge dalle pagine del settimanale, affonda le sue radici in un'epoca lontana, quando la madre di Segatori, conosciuta con il nome d'arte Brenda Bis, era entrata a far parte del Clan Celentano. Era il 1967 e la ragazza, ancora minorenne, sognava di sfondare nel mondo della musica dopo essersi presentata al Cantagiro. Secondo il suo racconto, con Adriano Celentano nacque una relazione: "Adriano ha cominciato a corteggiarmi", ha dichiarato la donna, ricordando quegli incontri furtivi in sala di registrazione, quando il resto della squadra se ne andava. Una relazione che, sempre stando alla sua versione, portò a una gravidanza nel 1969. La reazione del cantante, a suo dire, fu netta e spiazzante: il contratto con il Clan venne chiuso in anticipo e lei si ritrovò estromessa da quel giro che rappresentava tutte le sue speranze professionali. Da lì, una prima azione legale nel 1975, con un ricorso presentato a Roma, che però si concluse con un'archiviazione per la mancata comparizione della donna. Antonio Segatori avanza ora un'ipotesi, un tassello che potrebbe spiegare quel silenzio: suo nonno, che faceva l'avvocato, potrebbe aver raggiunto un accordo con i legali del cantante. Un accordo che, però, il figlio oggi considera non vincolante, rivendicando il carattere imprescrittibile della sua richiesta di paternità.
La replica social di Celentano e la svolta nella strategia difensiva
La prima reazione pubblica di Adriano Celentano era stata all'insegna dell'ironia tagliente che da sempre contraddistingue il suo personaggio. Con un post su Instagram, si era rivolto direttamente ad Antonio Segatori con una frase destinata a fare il giro del web: "Caro Antonio, mi dispiace contraddirti... purtroppo io non sono tuo padre... La verità è che io sono tuo nonno!!!". Una battuta, quella del "nonno", che molti hanno letto come un modo per liquidare la faccenda con una delle sue celebri uscite, quasi a voler sottolineare l'assurdità della situazione. Tuttavia, a distanza di poche ore, il tono è cambiato radicalmente. Il cantante ha infatti diffuso un nuovo messaggio, sempre attraverso i suoi canali social, in cui ripercorre la vicenda: "Prima la presunta madre, ora il presunto figlio", ha scritto, ricordando il "polverone" sollevato mezzo secolo fa da una signora che sosteneva fosse il padre di suo figlio, azione giudiziaria che, come ha tenuto a sottolineare, "è finita nel nulla". È a questo punto che arriva la sterzata: l'annuncio del mandato all'avvocata Giulia Bongiorno, figura di primo piano nel panorama legale italiano, con l'obiettivo di porre un freno a quella che lui percepisce come una nuova e indebita esposizione mediatica.
Le prossime tappe giudiziarie e la richiesta di accertamenti biologici
La palla passa ora al tribunale civile di Milano, dove il ricorso presentato da Antonio Segatori apre la strada a un iter che potrebbe portare a un accertamento della verità biologica. L'uomo, che ha dichiarato di non muoversi per interesse economico ma per il diritto di conoscere le proprie origini, ha chiesto che venga disposto il test del Dna, l'unico strumento capace di fornire una prova scientifica incontrovertibile. "Voglio solo sapere chi è mio padre. Ne ho il diritto", ha affermato. Dall'altra parte, la mossa di Celentano, affiancato da Giulia Bongiorno, segna la volontà di non lasciare spazio a quelle che definisce speculazioni, portando la disputa esclusivamente sul piano giuridico. Se l'ironia della prima risposta sembrava chiudere la porta in modo beffardo, l'incarico al legale rappresenta invece una linea difensiva ben precisa, volta a contrastare formalmente la richiesta di paternità e a ribadire l'infondatezza delle accuse, forti anche del precedente del 1975 che non portò ad alcun riconoscimento. Il confronto, ormai, è destinato a svolgersi lontano dai riflettori del gossip e all'interno delle aule di giustizia.




