Adriano Celentano passa alle vie legali per il presunto figlio: “Ho affidato un mandato all’avvocato Giulia Bongiorno”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sono bastati pochi giorni per assistere al cambio di registro, da quello ironico a quello squisitamente giudiziario. Adriano Celentano, dopo aver risposto con una battuta sul filo del sarcasmo all’uomo che ai microfoni del settimanale Oggi si è dichiarato suo figlio, ha deciso di formalizzare la propria posizione in tribunale. L’annuncio è arrivato direttamente dal profilo Instagram ufficiale del Molleggiato, dove l’artista ha comunicato di aver conferito mandato all’avvocata Giulia Bongiorno con un obiettivo ben preciso: tutelarsi “da ogni ulteriore speculazione”. Una mossa che trasforma quella che fino a ieri sembrava una vicenda di gossip in un vero e proprio contenzioso legale, destinato a essere discusso davanti a un giudice.
La replica gelida e il retroscena del “polverone” di mezzo secolo fa
Nel post che ha fatto rapidamente il giro del web, Celentano ripercorre la genesi di una storia che, a suo dire, affonda le radici in un passato lontano. “Prima la presunta madre, ora il presunto figlio”, ha scritto il cantante, facendo riferimento a un episodio che risalirebbe a circa cinquant’anni fa quando, come lui stesso ricostruisce, “fu sollevato un polverone da una signora che sosteneva che io fossi padre di suo figlio”. L’artista sottolinea come quell’antica vicenda giudiziaria – un ricorso per il riconoscimento di paternità presentato al tribunale di Roma nel 1975 – si fosse già conclusa senza esito, archiviata dopo la mancata comparizione della parte attrice. Oggi, con l’arrivo di Antonio Maria Segatori, un uomo di cinquantacinque anni che ha deciso di riaprire il caso depositando un ricorso al Tribunale civile di Milano, Celentano vede ripetersi uno schema che riteneva ormai chiuso.
Antonio Maria Segatori e la richiesta di riconoscimento: “Voglio chiamarmi Celentano”
A scatenare la reazione dell’artista è stata l’intervista esclusiva pubblicata dal settimanale *Oggi*, in cui Antonio Maria Segatori ha raccontato la propria versione dei fatti. L’uomo, che ha dichiarato di aver vissuto con due cognomi – Biscardi, quello della madre, e Segatori, quello del marito di lei – ha espresso pubblicamente il desiderio di acquisire il terzo, quello di Celentano, per sentirsi finalmente riconosciuto dal “vero padre”. Secondo la ricostruzione offerta dalla madre, Maria Luigia Biscardi, il rapporto con il cantante sarebbe nato alla fine degli anni Sessanta, quando lei, giovanissima e con il nome d’arte Brenda Bis, era entrata nel Clan Celentano. Il racconto della donna, riportato dalle pagine del settimanale, descrive una frequentazione iniziata negli studi di registrazione e interrotta bruscamente con l’arrivo della gravidanza. Assistito dagli avvocati Manuela Maccaroni e Pierpaolo Salinetti, Segatori ha già formalizzato la sua richiesta in sede civile, lasciando al giudice la possibilità di disporre eventuali accertamenti scientifici per stabilire la verità biologica.
Dal sarcasmo alle vie legali: il cambio di strategia del Molleggiato
Prima di annunciare l’intervento di Giulia Bongiorno, Celentano aveva scelto un approccio più leggero per commentare la vicenda. In un precedente post sui social, rivolgendosi direttamente all’uomo, aveva giocato con le generazioni, scrivendo: “Caro Antonio, mi spiace contraddirti… Purtroppo io non sono tuo padre… La verità è che io sono tuo nonno!!!”. Una frase che aveva suscitato un’ondata di reazioni e che molti avevano interpretato come una chiusura definitiva. Tuttavia, a distanza di poche ore, il tono è cambiato radicalmente. La scelta di passare alle vie legali, formalizzata proprio nel giorno della Festa del Papà, suggella la volontà di non lasciare spazio a interpretazioni o illazioni. L’incarico a Giulia Bongiorno, avvocata di fama nazionale con una lunga esperienza nei processi ad alta visibilità mediatica, segna l’inizio di una fase in cui il confronto si sposterà dalle colonne dei giornali e dai social network alle aule della magistratura.
Il precedente giudiziario del 1975 e la questione della prescrizione
Un elemento centrale della memoria difensiva di Celentano, emerso chiaramente dal suo intervento, è l’esistenza di un precedente tentativo di riconoscimento della paternità. Nel 1975, come documentato da varie ricostruzioni giornalistiche, la madre di Antonio Maria Segatori si era rivolta al tribunale di Roma, ma il procedimento si era arenato per la mancata presentazione della stessa ricorrente. All’epoca, il cantante aveva respinto le accuse definendole infondate. A distanza di decenni, il figlio ha rilanciato la questione, sostenendo che l’eventuale accordo che i suoi nonni avrebbero potuto raggiungere con i legali di Celentano non lo lega in alcun modo, ribadendo che l’azione per la dichiarazione giudiziale di paternità è imprescrittibile. Sarà ora il tribunale a dover valutare la fondatezza della richiesta e, eventualmente, a procedere con gli accertamenti tecnici necessari, mentre il team legale di Celentano si prepara a contestare punto per punto le dichiarazioni arrivate in queste settimane.




