Caldo africano senza fine, bollino rosso in 25 città. Notti tropicali e afa asfissiante per tutta la settimana
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Redazione Interno
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L’estate del 2026 ha deciso di non concedere tregua e la quarta ondata di caldo africano, iniziata lo scorso martedì 28 luglio, si prepara a dominare la scena meteorologica italiana almeno fino a metà mese. Il respiro degli anticicloni subtropicali, ormai familiare sulle nostre latitudini, si è fatto più pesante e insistente, tanto che gli esperti prevedono una settimana caratterizzata da temperature destinate a toccare picchi di 39 gradi nelle principali città, con un disagio bioclimatico che si farà sentire anche durante le ore notturne.
Non si intravedono, al momento, vie di scampo significative all’orizzonte: il lieve abbassamento termico atteso per il prossimo fine settimana, che dovrebbe riportare i valori dai 39 ai 36 gradi, rischia di essere percepito come un sollievo del tutto marginale per il nostro organismo, ancora sotto stress per il calore accumulato.
L'afa asfissiante e il fenomeno delle "notti tropicali"
Ciò che rende quest’ondata particolarmente aggressiva non è soltanto il valore assoluto delle temperature, ma l’elevato tasso di umidità che si sta accumulando nell’atmosfera, in particolare lungo le fasce costiere e nelle pianure interne. Questo mix letale di caldo e vapore acqueo darà vita a condizioni di disagio bioclimatico estremo, trasformando le serate in vere e proprie notti tropicali, dove il termometro faticherà a scendere sotto i 25-26 gradi.
Le proiezioni parlano chiaro: il nostro corpo non avrà modo di recuperare nemmeno nelle ore notturne, esponendo la popolazione a uno stress termico prolungato senza precedenti per il periodo.
Lorenzo Tedici, meteorologo e responsabile media per iLMeteo.it, ha confermato come il cambiamento, seppur lievemente positivo, non basterà a interrompere la fase rovente. Si passa dai 39 ai 36 gradi o dai 37 ai 34, ma per il corpo umano, abituato a questi sbalzi estremi, la differenza sarà quasi impercettibile. La sensazione di afa, alimentata dall’accumulo di umidità nei bassi strati, continuerà a rendere l’atmosfera pesante e opprimente, soprattutto per le categorie più fragili come anziani e bambini.
I temporali di calore e l'allerta maltempo
Sulle Alpi e lungo la dorsale appenninica si assisterà al classico fenomeno dei temporali di calore, generati proprio dall’eccessivo surriscaldamento del suolo. Si tratterà, tuttavia, di episodi molto localizzati e di breve durata: come ha sottolineato l’esperto Federico Brescia, si prevedono rovesci e brevi temporali sparsi, che non porteranno alcun refrigerio durevole o significativo al clima generale. La pioggia, insomma, farà più danni che altro, alzando ulteriormente l’umidità ambientale appena dopo il passaggio delle nubi, senza davvero abbattere la colonnina di mercurio.
Le autorità hanno già diramato diverse allerte per il maltempo: allerta gialla in Abruzzo, Basilicata, Molise e Umbria per i temporali in arrivo. Le Marche, invece, vivono una situazione opposta e speculare, con il doppio bollino rosso che interessa l’intero territorio regionale per due giorni consecutivi. Dalla costa alle aree interne, le temperature potrebbero sfiorare i 40 gradi, accompagnate da un’umidità elevatissima che rende l’aria irrespirabile, soprattutto durante le ore più calde del pomeriggio.
La mappa del caldo e le previsioni per i prossimi giorni
Il quadro delle città monitorate dal ministero della Salute è drammatico: oggi sono ben 25 su 27 quelle che sventolano il bollino rosso, il livello massimo di allerta per ondate di calore. Fanno eccezione, solo parzialmente, Messina e Reggio Calabria, che hanno ricevuto la classificazione arancione, un colore che segnala comunque condizioni di forte disagio fisico.
La situazione, secondo le previsioni aggiornate, non subirà significative variazioni almeno fino a venerdì: l'ondata di caldo si manterrà costante e implacabile su tutto lo Stivale, con punte di afa asfissiante anche nelle zone tradizionalmente più ventilate.
Le notti tropicali, in particolare, rappresentano il fronte più insidioso di questa fase climatica: l’afa non cede nemmeno dopo il tramonto, rendendo il riposo notturno difficile e compromettendo il benessere fisico della popolazione. Il sistema di monitoraggio regionale delle Marche ha attivato il livello più elevato di allerta proprio in virtù di questa persistenza termica che, unita all'umidità, rende il clima insopportabile.
La quarta ondata di caldo africano del 2026, insomma, non mostra segni di cedimento e gli esperti invitano a prestare la massima attenzione, limitando le uscite durante le ore centrali della giornata e idratandosi costantemente.
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