Ferrari alla sfida qatariota tra gomme a gettone e il trittico per il titolo
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Redazione Sport
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Il Gran Premio del Qatar, che segna la penultima tappa del campionato mondiale 2025, si prospetta come una prova di pura gestione, un esercizio di calcolo meticoloso dove la strategia di gara verrà plasmata non solo dalla competizione sui millesimi di secondo ma da un vincolo tecnico senza precedenti. La Pirelli, in accordo con la FIA, ha infatti stabilito che ogni set di pneumatici non potrà percorrere più di venticinque giri durante l’intero weekend, una limitazione che trasforma ogni giro completato in una risorsa preziosa da amministrare con parsimonia. Una sfida, questa, che la Scuderia Ferrari affronta con l’apporto di menti giovani come Cameron Roberts, un ingegnere britannico di ventotto anni che, entrato nella Gestione Sportiva attraverso la F1 Engineering Academy nel 2020, fa ora parte delle race strategy operations dopo un’esperienza nel reparto di Mathematical Modelling, evolutosi poi in AI Modelling.
Il circuito e il formato Sprint
Il Lusail International Circuit si appresta ad ospitare un weekend di gare che, con il formato Sprint, metterà in palio complessivamente trentatré punti, di cui otto assegnati nella manche breve del sabato e venticinque nella gara lunga di domenica. Questo doppio appuntamento, che si svolge da venerdì 28 a domenica 30 novembre, costringe i team a un bilanciamento delicato tra l’aggressività necessaria per conquistare un risultato immediato nella Sprint e la conservazione delle gomme, alcune delle quali, è bene ricordarlo, potrebbero essere già state parzialmente consumate durante le sessioni libere e le qualifiche. La trasmissione dell’evento sarà affidata in esclusiva a Sky e NOW, mentre TV8 offrirà la diretta della Sprint e delle qualifiche in chiaro, proponendo in differita la gara principale.
La lotta per il titolo mondiale
Sullo sfondo di queste complesse variabili tecniche, i riflettori sono puntati sulla sfida a tre per la conquista del titolo piloti, un confronto serrato che vede Lando Norris al comando della classifica con un vantaggio di ventiquattro punti sia sul compagno di squadra Oscar Piastri che su Max Verstappen. Questo margine, sebbene apparentemente comodo, potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio in uno scenario così imprevedibile, dove un ritiro forzato o una penalità legata alla gestione degli pneumatici potrebbero ribaltare gli equilibri in un attimo. La pressione, quindi, non grava solamente sui piloti ma si estende ai muri box, chiamati a compiere scelte impeccabili sotto un duplice fuoco incrociato: quello della concorrenza e quello dei regolamenti.
Le implicazioni della regola sugli pneumatici
L’imposizione dei venticinque giri massimi per set di gomme, che di fatto rende obbligatorie almeno due soste durante la gara, rimuove una fetta significativa di aleatorietà strategica, privando i team di quel margine di inventiva che spesso, in passato, ha permesso di ribaltare esiti apparentemente scontati. Si tratta di un’ultima, significativa direttiva in un fine settimana che rappresenta anche l’ultima apparizione del formato Sprint per la stagione, concentrando l’attenzione degli addetti ai lavori sulla pura esecuzione. L’abilità non consisterà nel trovare un’astuzia vincente, ma nell’ottimizzare al millimetro una strategia obbligata, un compito per il quale il contributo di analisti come Roberts, formatosi nella modellazione matematica e ora immerso nelle operazioni di strategia, diventa ancor più cruciale per il successo della scuderia.




