Ferrari alla sfida qatariota tra gomme a gettone e strategie spinte
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Redazione Sport
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Il gran premio del Qatar, che segna l'inizio dello sprint finale di un campionato mondiale ancora tutto da decidere, si preannuncia come una prova di resistenza e calcolo. La Pirelli, in accordo con la FIA, ha infatti imposto una restrizione senza precedenti per l'intero weekend: ogni set di pneumatici non potrà superare i venticinque giri complessivi, una misura che trasformerà la gestione delle gomme in un vero e proprio rompicapo per tutti i team. La Ferrari, che dopo il doppio zero delle McLaren a Las Vegas per l'eccessiva usura del plank cerca di capitalizzare ogni opportunità, si trova ad affrontare una sfida nella sfida, dove l'affidabilità della vettura dovrà coniugarsi con una strategia di gara quasi certamente multipla.
L'analisi delle criticità sul circuito di Lusail
Il tracciato di Lusail, con il suo layout a corona che serpeggia nel deserto, presenta delle curve particolarmente aggressive, le quali sollecitano in modo estremo la struttura laterale degli pneumatici. Le alte temperature, che non accennano a scendere nemmeno in notturna, contribuiscono a creare un ambiente di lavoro proibitivo, esponendo le gomme a uno stress termico e meccanico considerevole. È proprio questa combinazione di fattori, del resto, ad aver spinto il fornitore unico a introdurre il limite dei venticinque giri, una precauzione dettata dalla volontà di scongiurare cedimenti strutturali che, in un circuito così veloce, potrebbero rivelarsi estremamente pericolosi.
Il contributo giovane alla strategia della Scuderia
All'interno del reparto strategie della Scuderia Ferrari, un ruolo di primo piano è ricoperto da Cameron Roberts, un ingegnere britannico di soli ventotto anni. Roberts, che è entrato a far parte della Gestione Sportiva attraverso la F1 Engineering Academy nel 2020, subito dopo il conseguimento della laurea, rappresenta quel ricambio generazionale che punta sull'innovazione. Proveniente dal reparto di Mathematical Modelling, ora evolutosi in AI Modelling, il giovane di Poole porta con sé un approccio analitico che, in un weekend così vincolato, diventa una risorsa preziosa per simulare gli scenari di gara più efficaci.
Strategie possibili per una gara a ostacoli
Con un numero di giri massimo per ogni set di gomme, la pianificazione della gara non potrà prescindere dall'obbligo di almeno tre soste, forse anche quattro, un elemento che costringerà i team a rivedere completamente i piani convenzionali. La Ferrari, come gli altri, dovrà destreggiarsi tra la gestione conservativa delle mescole per prolungarne la vita operativa e la necessità di mantenere un ritmo di gara competitivo. La parte più delicata consisterà nell'interpretare il degrado reale degli pneumatici, i quali, a causa dello stress laterale, potrebbero mostrare un calo di prestazioni più brusco del previsto, alterando di fatto tutti i calcoli pre-gara.




