Tim Sweeney: l'aumento dei prezzi della RAM, spinto dall'AI, avrà un impatto devastante su PC e console
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L'inarrestabile corsa all'intelligenza artificiale generativa, che si alimenta di investimenti colossali e di una domanda di potenza di calcolo senza precedenti, sta producendo i suoi primi, inevitabili effetti collaterali sul mercato consumer, rendendo sempre più evidente come le priorità industriali globali si stiano spostando lontano dai prodotti destinati al grande pubblico. A lanciare un monito chiaro e supportato da dati di mercato è Tim Sweeney, amministratore delegato di Epic Games, il quale, intervenendo sulla piattaforma X, ha delineato uno scenario preoccupante per il futuro immediato dell'industria dell'intrattenimento digitale. Secondo la sua analisi, l'impennata dei costi delle memorie RAM, che si sta verificando in queste settimane, non è una fluttuazione congiunturale ma un cambiamento strutturale i cui effetti, definiti "devastanti" per le prossime generazioni di personal computer e console da gioco, sono destinati a protrarsi per "alcuni anni", modificando in profondità l'economia del settore.
La domanda di AI riscrive le regole del mercato
Come riportato da diverse fonti specializzate, tra cui Tom's Hardware, le aziende che sviluppano sistemi di intelligenza artificiale stanno acquisendo a livello globale quantitativi immensi di componenti per la memoria e l'archiviazione, creando una carenza artificiale e una competizione sulla fornitura che le piccole e medie imprese, per non parlare dei singoli appassionati, non sono in grado di sostenere. Questo fenomeno, che alcuni osservatori non esitano a definire di accaparramento, sta rendendo il mercato incredibilmente costoso per chiunque non operi nel campo dell'AI, spingendo i prezzi verso livelli che solo pochi mesi fa sarebbero parsi irrealistici. La conseguenza più diretta, come sottolineato da Sweeney, è che il gaming, da hobby ormai mainstream, si sta rapidamente trasformando in un passatempo di lusso, con un'impressione generale che questa tendenza non solo sia destinata a proseguire, ma anche a peggiorare ulteriormente nel medio periodo.
Le ripercussioni immediate su console e hardware
Le voci di un imminente rincaro per le console Xbox, circolate proprio in questi giorni, trovano in questo contesto una loro plausibile spiegazione, sebbene non confermata ufficialmente. L'aumento dei costi delle materie prime, delle quali le RAM sono una parte fondamentale, erode infatti i margini già risicati su cui si basa il business delle console, costringendo i produttori a valutare dolorosi aggiustamenti dei listini per non incorrere in perdite significative. Paradossalmente, in uno scenario del genere, una console come l'attesa PS5 Pro, il cui prezzo è oggetto di speculazioni da mesi, potrebbe persino apparire in una luce diversa, quasi "economica" se paragonata all'idea di dover assemblare un personal computer dalle prestazioni equivalenti partendo da componenti singoli, i cui prezzi sono ormai fuori controllo.
Segnali d'allarme dalla distribuzione al dettaglio
A confermare la rapidità con cui la situazione si sta evolvendo arrivano anche segnali inquietanti dal mondo della distribuzione. La catena di negozi californiana Central Computers, per esempio, ha scelto una strategia che la dice lunga sulla volatilità del settore: ha infatti smesso di esporre pubblicamente i listini per alcuni moduli di memoria, aggiornandoli probabilmente in tempo reale a seconda della disponibilità e dei costi di acquisto, una mossa che evidenzia l'imprevedibilità del mercato e la difficoltà di stabilizzare i prezzi per i consumatori finali. Episodi di questo tipo, uniti a casi di sciacallaggio sui ricambi per prodotti modulari come i laptop Framework, dove i prezzi dei componenti di memoria vengono gonfiati ben oltre il loro valore di mercato, dipingono un quadro fosco per chiunque abbia intenzione di aggiornare o costruire un nuovo sistema nei prossimi mesi.




