Nardella sulle Marche: "Sconfitta netta, ma niente processi interni". Calcinaro frena sulla Giunta
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L'europarlamentare del Partito Democratico Dario Nardella definisce senza mezzi termini l'esito delle elezioni regionali nelle Marche, che ha visto la netta riconferma di Francesco Acquaroli, come «una sconfitta netta, non si può negare». Alla constatazione dei numeri, che parlano da soli, si accompagna una dichiarata delusione per la mancata affermazione di Matteo Ricci, considerato da Nardella «il miglior candidato». L'eurodeputato, pur riconoscendo la difficoltà oggettiva di una sfida contro un presidente al primo mandato e con un governo nazionale apertamente schierato, ammette di averci sperato, sottolineando come «non avrebbe senso minimizzare» il risultato. A chi solleva la possibilità di un dibattito interno sulla segretaria nazionale, Nardella risponde in modo perentorio: «Voglio essere molto chiaro: nessun processo».
Il trionfo di Calcinaro e le sue prospettive
Dal campo avversario, invece, emerge con forza la figura di Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo, che con le sue 9.311 preferenze si è imposto come il candidato più votato in tutta la regione, trainando la civica a sostegno di Acquaroli fino a una percentuale significativa. Interrogato su un suo possibile ingresso nella giunta regionale, Calcinaro si mostra cauto, affermando di non aver ancora pensato a un eventuale trasferimento ad Ancona e ricordando il suo attuale impegno come primo cittadino. Tuttavia, non esclude del tutto la possibilità, lasciando intendere che si tratterebbe di «una nomina che mi aspetto», pur precisando di non credere a un suo allontanamento dall'amministrazione comunale.
Il "bis" di Acquaroli è già iniziato
Intanto, per Francesco Acquaroli è già iniziato il cosiddetto "bis". Il governatore, come riportato, è stato visto a Palazzo Raffaello la mattina successiva al voto, quasi a voler sigillare una transizione immediata e senza soluzione di continuità tra i due mandati. I festeggiamenti per la vittoria, stando a quanto si apprende, si erano già consumati la sera precedente in un locale di Potenza Picena, che aveva funto da quartier generale per la notte elettorale. La macchina amministrativa riparte dunque a pieno regime, con l'obiettivo di formare la nuova giunta entro un paio di settimane.
La riflessione del Movimento 5 Stelle
Una riflessione a parte merita la performance del Movimento 5 Stelle. Giorgio Fede, deputato e coordinatore regionale del partito, utilizza una metafora calcistica per spiegare il calo di partecipazione dei suoi sostenitori: «Se nella squadra della nazionale non c’è un giocatore del club per cui tifi, è chiaro che sei meno appassionato alla partita». Secondo questa logica, la mancanza di un candidato proprio alla presidenza della Regione avrebbe influito negamente sulla mobilitazione del suo elettorato, un dato che si inserisce in un dibattito più ampio sulle strategie del movimento in occasione delle consultazioni amministrative.




