Ritardi marchigiani su fondi Pnrr, Calcinaro rassicura ma i nodi vengono al pettine

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il cronometro dei fondi europei, che impone il traguardo inderogabile del giugno 2026, sta mettendo a nudo le criticità della sanità territoriale marchigiana. In Consiglio regionale, rispondendo a un'interpellanza del Partito democratico, l'assessore alla Sanità Paolo Calcinaro ha infatti riconosciuto che sei delle trentotto strutture previste dal piano – finanziato con 65 milioni di euro del Pnrr – potrebbero non essere pronte in tempo, un'eventualità che comporterebbe la perdita dei finanziamenti stessi. Se, da un lato, Calcinaro ha cercato di smorzare i toni definendo "normali" le differenze di velocità in un numero così consistente di cantieri, dall'altro non ha potuto evitare di parlare, secondo quanto riportato, di una "situazione allarmante" per alcuni progetti specifici.

Jesi nel mirino delle criticità

A concentrare su di sé le maggiori attenzioni, in questo quadro complesso, è la città di Jesi, dove a risultare in ritardo – una circostanza che suscita "forte preoccupazione" nel sindaco Lorenzo Fiordelmondo – sono sia la casa che l'ospedale di comunità. Il primo cittadino, che ha condiviso con l'assessore la vicepresidenza dell'Anci, ha chiamato Calcinaro per avere chiarimenti immediati dopo le dichiarazioni in Aula, segno di una tensione palpabile a livello locale. Se ne ricava un'immagine in cui la pianificazione regionale, per quanto ampia e articolata, sembra scontare intoppi burocratici o procedurali che rischiano di far naufragare, almeno in alcuni casi, gli obiettivi del recovery fund.

L'elenco dei cantieri in affanno

Le strutture finite sotto osservazione, oltre al polo di Jesi, sono le case di comunità di Corinaldo, Chiaravalle, Filottrano e quella nell'area dell'ex Crass di Ancona. Un insieme di progetti che, sebbene rappresenti una minoranza rispetto al totale, segnala come la trasformazione del sistema sanitario territoriale – con i suoi 29 case della salute e i nove ospedali di comunità previsti – non stia procedendo in maniera omogenea sul territorio. L'assessore, pur insistendo sul fatto che nessun progetto sia "abbandonato" o che i finanziamenti siano già "a rischio", ha comunque ammesso l'esistenza di ostacoli che rendono il percorso più accidentato del previsto, costringendo a una corsa contro il tempo.

La partita si gioca sulla capacità esecutiva

Quello che emerge, al di là delle rassicurazioni di facciata, è dunque una sfida tutta giocata sulla capacità esecutiva e sull'efficacia della macchina amministrativa. I fondi, che per la sanità territoriale ammontano a 58,4 milioni per le case e a 28 per gli ospedali di comunità, sono già stanziati e rappresentano un'opportunità irripetibile per modernizzare l'assistenza nelle Marche. Tuttavia, la concretezza dei cantieri e il rispetto delle scadenze comunitarie, che non ammettono proroghe, stanno diventando il banco di prova decisivo per la politica regionale, chiamata a dimostrare di poter spendere le risorse senza lasciarne indietro nemmeno una parte.

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