Nella giunta Giani in Toscana i primi nodi arrivano al pettine
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Redazione Interno
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La nuova legislatura toscana, che pure muove i primi passi, mostra già i segni di una convivenza complicata all’interno della maggioranza di centrosinistra, la quale, nonostante la forma compatta, cela al suo interno tensioni e malumori che rischiano di minarne la compattezza. Mentre il presidente Eugenio Giani annunciava le deleghe, alcune delle quali di peso strategico come quelle per le infrastrutture assegnate a Filippo Boni o per la sanità a Monia Monni, si è consumata in sordina l’esclusione dalla giunta di figure di spicco del Partito Democratico, le quali, avendo collezionato un ampio consenso elettorale, si vedono ora estromesse da ruoli decisionali. L’ex sindaco di Prato Matteo Biffoni, per esempio, ha espresso con amarezza la sua delusione, sottolineando come il suo record di preferenze non sia stato sufficiente a garantirgli un incarico, in quelle che ha definito, senza mezzi termini, “scelte incomprensibili” per gli elettori.
Le frizioni nel partito e la questione aeroportuale
Proprio queste esclusioni, che hanno toccato anche l’ex assessore Simone Bezzini, hanno generato un clima di frizione all’interno del Pd toscano, dove alcuni, come Barnini, parlano apertamente di scelte poco chiare. La rappresentanza geografica, che sembra privilegiare le province di Firenze e Pisa, aggiunge un ulteriore elemento di critica, lasciando intendere come gli equilibri territoriali, sempre delicati, non siano stati pienamente rispettati. A questo si unisce, come un potente detonatore pronto a esplodere, la questione dell’aeroporto di Peretola, sul quale le posizioni del Pd e del Movimento 5 Stelle appaiono diametralmente opposte, creando un’ulteriore crepa in un quadro politico già di per sé frammentato.
Il caso Diop e la solidarietà di Livorno
Parallelamente, un altro fronte di tensione si è aperto attorno alla figura della vicepresidente Mia Diop, alla quale sono state affidate deleghe importanti come la partecipazione e la legalità. La sua nomina è stata al centro di aspre critiche, che hanno a loro volta innescato una reazione compatta da parte del Partito Democratico livornese. Il Comune, il Gruppo Consiliare PD e le Donne Dem della città hanno espresso un sostegno senza riserve alla Diop, in una presa di posizione che va ben al di là della semplice solidarietà formale e che delinea un chiaro schieramento a sua difesa dopo le accuse mosse, le quali hanno scatenato un vero e proprio scontro politico a livello regionale.
Il delicato equilibrio della giunta
La giunta Giani, dunque, si trova a dover navigare in un mare agitato fin dal suo esordio, dove le diffidenze reciproche e le polemiche, sia quelle interne al partito di maggioranza sia quelle provenienti dall’opposizione, rischiano di logorarne l’operato prima ancora che abbia avuto modo di dispiegarsi compiutamente. L’assegnazione degli incarichi, con Leonardo Marras allo sviluppo economico e David Barontini all’ambiente, disegna una squadra che deve fare i conti con attese elevate e con un equilibrio politico fragile, nel quale ogni decisione, come quella di escludere alcuni o di includerne altri, viene scrutata con sospetto e può trasformarsi in un motivo di attrito.




