Toscana, il giorno della giunta per Giani tra nomi sicuri e nodi da sciogliere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A palazzo del Pegaso, a quasi un mese dalla consultazione elettorale di ottobre, si insedia finalmente il nuovo consiglio regionale, un passaggio formale che precede l'annuncio più atteso, quello relativo alla composizione dell'esecutivo. La lunga trattativa, che ha impegnato i protagonisti fino a tarda sera domenica, non ha del tutto dissipato le nebbie su chi siederà accanto al governatore; un rebus, quello dei nomi, che ha mostrato tutta la sua complessità nonostante l'incontro pomeridiano di ieri tra il presidente Eugenio Giani e i rappresentanti del Partito Democratico, il segretario regionale Emiliano Fossi e il deputato Marco Furfaro, ai quali si è unito il responsabile dell'organizzazione nazionale Igor Taruffi. L'assenza di un altro dirigente, quello degli enti locali, ha contribuito a lasciare in sospeso alcuni tasselli decisivi, in un clima di pressioni, aperture e veti incrociati che hanno caratterizzato le ultime ore.

Il rebus sanità e il no di Monni

Proprio i democratici, che rappresentano una forza essenziale per la maggioranza, hanno contribuito non poco a rendere intricato l'incastro, con tre poltrone da assegnare per le quali gli appetiti, come era prevedibile, si sono moltiplicati in una corsa che ha visto susseguirsi vertici senza sosta. La situazione, già di per sé delicata, ha conosciuto una svolta con il rifiuto di Monni, un diniego che ha costretto a rivedere gli schemi iniziali e a far risalire con forza l'ipotesi di un tecnico per un portafoglio, quello della sanità, da sempre cruciale e ancor più in questa fase. La ricerca di un equilibrio, dunque, è proseguita ben oltre il serrato confronto a tre della vigilia, lasciando alcuni nodi ancora da sciogliere a poche ore dall'appuntamento.

La corsa finale per le poltrone

La presenza aretina, per citare un territorio, è parsa a più riprese a rischio, simbolo di un bilanciamento geografico e politico che fatica a trovare una sua stabilità. Il presidente Giani, che nel pomeriggio illustrerà il programma di governo con le priorità per i prossimi cinque anni, si è trovato a dover condurre una partita di grande finezza, ascoltando le istanze che gli provenivano da più parti, incluso l'interesse mostrato dalla schiera schleiniana, di cui Furfaro è considerato una longa manus in Toscana. I nomi sicuri, quelli su cui sembra esservi un accordo più solido, coesistono con le caselle ancora vuote, in un puzzle i cui pezzi, alcuni almeno, verranno mostrati solo al momento ufficiale.

L'annuncio in consiglio regionale

Sarà la prima seduta del consiglio regionale, presieduta dal consigliere anziano di Fratelli d'Italia Enrico Tucci, a fare da cornice all'atto conclusivo di questa lunga fase di preparazione. È in quell'aula, dopo l'elezione del nuovo presidente dell'assemblea e dell'Ufficio di Presidenza, che Giani presenterà il vicepresidente e i componenti della giunta, chiudendo ufficialmente i giochi e avviando la legislatura. Le conseguenze delle scelte operate, com'è naturale, si dispiegheranno nel tempo, ma l'annuncio di oggi segna il confine netto tra la trattativa e l'azione di governo, un momento di verità atteso da settimane.

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