A dieci anni dal sisma, l'Abruzzo apre i cantieri del restauro: visite gratuite tra Teramo e L'Aquila
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Redazione Interno
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A dieci anni dal terremoto che nel 2016 ha ferito il Centro Italia, il patrimonio culturale abruzzese diventa un luogo da visitare, non solo da proteggere. Quattro complessi monumentali tra le province di Teramo e L'Aquila aprono eccezionalmente le porte al pubblico per mostrare da vicino il lavoro di ricostruzione e tutela: appuntamento il 17 e 24 ottobre e il 14 e 15 novembre 2026, con visite guidate gratuite a cadenza oraria, su prenotazione e per gruppi a numero limitato.
L'iniziativa rientra nel programma nazionale "A dieci anni dal sisma (2016-2026)" ed è promossa dal Ministero della Cultura attraverso il Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale e la Direzione Generale ABAP, con la Soprintendenza ABAP per le province di L'Aquila e Teramo, in collaborazione con Prefettura di Teramo, Diocesi di Teramo-Atri e Comune di Teramo.
Il santuario teramano e le pitture ritrovate
Il primo appuntamento è fissato per sabato 17 ottobre al Santuario della Madonna delle Grazie di Teramo, visitabile dalle 11 alle 18 con turni ogni ora e un massimo di 20 partecipanti per turno. Il complesso affonda le radici in un monastero benedettino fondato nel 1153 e dedicato a Sant'Angelo delle Donne, poi trasformato in sede dei Frati Minori Osservanti; l'aspetto attuale è il risultato della grande riconfigurazione ottocentesca.
Tra le opere custodite spicca la Madonna col Bambino, scultura rinascimentale attribuita a Giovanni di Biasuccio, ma il percorso conduce anche nel chiostro e nell'ex refettorio, dove i lavori di restauro hanno permesso di individuare nuove testimonianze e pitture murali di particolare interesse. La chiesa, interessata da interventi realizzati nell'ambito del PNRR, è stata recentemente restituita alla fruizione pubblica.
Nella stessa giornata, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, sarà possibile visitare anche la vicina area archeologica di Madonna delle Grazie, oggetto di interventi di valorizzazione.
Palazzo Ricci a Capitignano, dimora papale
Il 24 ottobre l'attenzione si sposta a Capitignano, in provincia dell'Aquila, dove aprono Palazzo Ricci e la chiesa di San Domenico, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, con gruppi di massimo 15 persone. Le origini del palazzo risalgono al XV secolo, mentre tra Settecento e Ottocento l'edificio venne profondamente trasformato: a questi interventi furono legati nomi importanti dell'architettura italiana, tra cui Giovanni e Raffaele Stern e Giuseppe Valadier.
La chiesa di San Domenico era originariamente collegata direttamente alla residenza e svolgeva la funzione di cappella privata; il palazzo arrivò inoltre a essere utilizzato come residenza estiva da papa Pio VI. Il percorso illustra gli interventi di restauro attualmente in corso e gli apparati decorativi che caratterizzano sia la residenza sia l'adiacente chiesa.
Il cantiere come macchina del tempo: San Giovanni e Isola del Gran Sasso
Il 14 novembre sarà la volta dell'ex Convento di San Giovanni a Teramo, dove il terremoto ha offerto l'occasione per approfondire la conoscenza di un edificio stratificato, nato nel XIV secolo nell'area dell'antico centro romano e rimasto sede religiosa fino alla soppressione del 1861, per poi essere trasformato e utilizzato anche come sede scolastica. Durante gli interventi di riparazione e consolidamento strutturale sono emerse ulteriori testimonianze che consentono di leggere le diverse trasformazioni dell'edificio nel corso dei secoli.
Il 15 novembre il programma si chiude a Isola del Gran Sasso, con l'apertura della chiesa di Santa Maria delle Grazie, accessibile dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 con gruppi orari limitati a 15 visitatori: qui i lavori di stabilizzazione sismica hanno fatto riaffiorare porzioni di un ciclo pittorico cinquecentesco.
Le parole del Soprintendente
A dare il senso dell'operazione è il Soprintendente Massimo Sericola, secondo il quale «l'apertura eccezionale di cantieri di restauro, come le visite guidate a spazi monumentali riconsegnati alla fruizione, rendono tangibile il valore del lavoro quotidiano che istituzioni, tecnici e maestranze svolgono per restituire alla collettività beni di straordinaria importanza storica, artistica e identitaria».
Gli appuntamenti, aggiunge, «rappresentano un'occasione per comprendere la complessità degli interventi di tutela e, al tempo stesso, per riscoprire il patrimonio culturale come elemento fondamentale della memoria e della rinascita delle comunità colpite dal terremoto». Tutte le visite sono ricomprese nel progetto Radici 2026, il Piano di Valorizzazione promosso dalla Soprintendenza ABAP per le province di L'Aquila e Teramo.
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