Febbre del Nilo, salgono a nove i casi umani in provincia di Oristano
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Redazione Salute
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Sale a nove il numero complessivo dei casi umani di contagio da virus West Nile accertati in provincia di Oristano, dove l'attenzione delle autorità sanitarie si è fatta più serrata nelle ultime ore. A dare l'ultimo aggiornamento è stata la Asl 5 di Oristano, che ha confermato tre nuove diagnosi di positività al virus, portando così il totale dei soggetti colpiti dall'infezione veicolata dalle zanzare a quota nove.
I nuovi casi e le condizioni dei pazienti
I tre nuovi contagi riguardano persone di età avanzata: due ultrasettantenni, attualmente ricoverati presso l'ospedale San Martino di Oristano, e un ultracinquantenne che, dopo essersi presentato al pronto soccorso del medesimo presidio ospedaliero oristanese e aver ricevuto le prime cure del caso, è stato giudicato guaribile a domicilio e ha quindi fatto rientro nella propria abitazione. Le condizioni dei due pazienti ricoverati, sebbene richiedano l'assistenza ospedaliera, non sono state al momento descritte come critiche dai bollettini clinici.
Il quadro epidemiologico, tuttavia, rimane sotto costante monitoraggio da parte dei sanitari, anche in considerazione dell'età dei soggetti coinvolti, che rappresenta un fattore di rischio noto per le complicanze della malattia.
Le indagini epidemiologiche e le misure di profilassi
Immediatamente dopo la conferma dei nuovi casi, il dipartimento di Prevenzione della Asl 5 ha attivato le procedure standard previste dai protocolli, avviando contestualmente l'inchiesta epidemiologica per ricostruire le modalità del contagio e le aree potenzialmente a rischio. Le attività di profilassi, che rientrano tra le competenze delle autorità locali in collaborazione con i servizi veterinari e ambientali, prevedono interventi mirati di disinfestazione nelle zone di residenza delle persone che hanno contratto il virus.
L'obiettivo è quello di ridurre la densità delle zanzare vettrici, interrompendo così il ciclo di trasmissione dell'infezione e scongiurando l'eventualità di ulteriori episodi tra la popolazione residente. Gli operatori del servizio di igiene pubblica stanno già operando sul territorio per individuare i focolai di proliferazione degli insetti, con particolare attenzione ai ristagni d'acqua e alle aree verdi urbane, che rappresentano gli habitat privilegiati per la riproduzione delle zanzare.
La risposta del sistema sanitario e le raccomandazioni alla popolazione
La Asl 5, attraverso i propri canali ufficiali, ha ribadito l'importanza delle misure di prevenzione individuale, invitando i cittadini a proteggersi dalle punture di zanzara mediante l'uso di repellenti cutanei, indumenti lunghi e chiari nelle ore serali e notturne, nonché l'installazione di zanzariere alle finestre. L'invito si estende anche alla rimozione di tutti i potenziali focolai larvigeni presenti nelle proprietà private, come sottovasi, secchi, copertoni e qualsiasi contenitore in grado di raccogliere acqua piovana.
Nel frattempo, il dipartimento di Prevenzione prosegue le attività di sorveglianza entomologica e virologica, monitorando sia la popolazione delle zanzare adulte sia la presenza del virus negli animali, in particolare negli uccelli selvatici che fungono da serbatoio naturale del patogeno. L'evoluzione della situazione epidemiologica viene costantemente aggiornata e comunicata ai medici di medicina generale e ai pronto soccorso del territorio, per garantire una diagnosi precoce e tempestiva di eventuali nuovi casi che dovessero presentarsi alla rete ospedaliera e ambulatoriale della provincia.
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