West Nile nell'Oristanese, il quarto decesso e l'appello dell'Asl
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Redazione Salute
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Un uomo ultrasettantenne, già provato da altre patologie, è morto lunedì 14 settembre dopo essere stato ricoverato per circa una settimana all'ospedale San Martino di Oristano. Aveva contratto il virus della Febbre del Nilo. Con questo decesso sale a quattro il numero delle vittime causate dalla West Nile in provincia di Oristano dall'inizio del 2026, mentre i casi di contagio accertati sul territorio sono ventisette. A darne comunicazione è stata la Asl di Oristano, che ha diffuso una nota per aggiornare il quadro epidemiologico.
Le misure di prevenzione raccomandate
La direttrice del dipartimento di Igiene e Prevenzione sanitaria, Maria Valentina Marras, ha ribadito le indicazioni per limitare il rischio di punture: «evitare i ristagni d'acqua, schermare le finestre con zanzariere, utilizzare spray repellenti quando si è all'aperto, in particolare all'imbrunire, quando sono più attive le zanzare, insetti che veicolano il virus».
L'appello è stato rilanciato anche dalla direttrice generale della Asl, Grazia Cattina, che ha invitato a proteggere in modo particolare le persone anziane e fragili, senza smettere di adottare scrupolosamente le precauzioni contro le punture di zanzara.
La diffusione del virus in Italia
Secondo l'ultimo report nazionale dell'Istituto Superiore di Sanità, relativo al 9 settembre, l'Oristanese figura tra le 79 province italiane con dimostrata circolazione del virus, individuate in 19 regioni. Il bollettino settimanale dell'Iss, che contabilizza i dati fino all'8 settembre, riporta complessivamente 594 casi confermati di infezione in Italia e 41 decessi. Di questi casi, 306 corrispondono alla forma neuroinvasiva, la più grave, mentre 81 sono stati individuati in donatori di sangue asintomatici.
La letalità delle forme neuroinvasive autoctone si attesta al 13,3%, in leggero calo rispetto al 15% registrato nello stesso periodo del 2025.
Il contesto della malattia
La Febbre del Nilo occidentale è una malattia virale trasmessa principalmente dalla puntura di zanzare infette, che a loro volta contraggono il virus pungendo uccelli portatori. Nella maggior parte dei casi l'infezione decorre senza sintomi o con manifestazioni lievi, simili a quelle di una sindrome influenzale, come febbre, mal di testa e dolori muscolari. In una minoranza di persone, tuttavia, il virus può raggiungere il sistema nervoso centrale e provocare encefalite o meningite, condizioni potenzialmente letali.
Le persone anziane e chi soffre di patologie croniche sono più esposte al rischio di sviluppare le forme severe. Non esiste un vaccino per l'uomo né una terapia specifica: la prevenzione si basa essenzialmente sulla riduzione dell'esposizione alle punture e sull'eliminazione dei ristagni d'acqua, dove le zanzare si riproducono.
Il quadro epidemiologico nell'isola
Il decesso più recente si inserisce in una stagione particolarmente critica per la Sardegna, dove il virus ha continuato a circolare per tutta l'estate. I quattro decessi registrati nella provincia di Oristano si sommano a quelli verificatisi in altre aree dell'isola, portando il bilancio complessivo a un livello che gli operatori sanitari seguono con attenzione.
Il dipartimento di Prevenzione della Asl 5, per ogni nuovo caso accertato, avvia l'inchiesta epidemiologica e dispone la disinfestazione dell'area di residenza della persona contagiata, nel tentativo di interrompere la catena di trasmissione.
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