Febbre del Nilo, quarto decesso nell'Oristanese: i contagi accertati salgono a ventisette

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Un uomo ultrasettantenne, già debilitato da altre patologie pregresse, è morto dopo aver contratto il virus della Febbre del Nilo occidentale. Il decesso è avvenuto ieri, a circa una settimana dal ricovero all'ospedale San Martino di Oristano. Con questo decesso sale a quattro il numero delle vittime causate dal virus West Nile in provincia di Oristano nel 2026, mentre i casi di contagio accertati sul territorio provinciale sono ventisette.

Il quadro epidemiologico nazionale

Secondo l'ultimo report nazionale dell'Istituto Superiore di Sanità sulla sorveglianza dei casi umani di febbre del Nilo occidentale, aggiornato all'8 settembre 2026, in Italia risultano 594 casi confermati di infezione da West Nile Virus nell'uomo dall'inizio dell'anno. Di questi, 306 si sono manifestati nella forma neuroinvasiva, la più grave, e sono stati notificati 41 decessi. La letalità calcolata sulle forme neuroinvasive autoctone è pari al 13,3%, in leggero calo rispetto al 15% registrato nello stesso periodo del 2025.

Il confronto con la stagione precedente mostra un lieve aumento dei contagi, quando erano 582, a fronte di 39 decessi.

La diffusione territoriale del virus

La circolazione del virus è ormai dimostrata in 79 province italiane, distribuite in 19 regioni, tra cui la Sardegna. Rispetto al report precedente, le province interessate sono aumentate di quattro unità, a conferma di un'espansione geografica che riguarda quasi tutto il territorio nazionale. Tra le regioni con il maggior numero di casi si segnalano la Lombardia, con 150 contagi, seguita dal Veneto con 99, dal Lazio con 85, dal Piemonte con 79 e dall'Emilia-Romagna con 61. Le province di Milano, Roma, Latina e Torino registrano i valori più elevati.

Le misure di prevenzione raccomandate

La Asl di Oristano rinnova l'invito a rispettare scrupolosamente le misure di protezione dal virus. «Ricordiamo ancora una volta le misure di prevenzione e protezione dal virus: evitare i ristagni d'acqua, schermare le finestre con zanzariere, utilizzare spray repellenti quando si è all'aperto, in particolare all'imbrunire, quando sono più attive le zanzare, insetti che veicolano il virus», spiega Maria Valentina Marras, direttrice del dipartimento di Igiene e prevenzione sanitaria.

«Continuiamo a proteggerci e a proteggere in particolare le persone anziane e fragili», è l'appello rivolto alla cittadinanza, con l'invito a non smettere di adottare le precauzioni per difendersi dalle punture di zanzara.

La sorveglianza e il contesto stagionale

La stagione di trasmissione del West Nile non può ancora considerarsi conclusa. Le zanzare del genere Culex, principali vettori del virus, rimangono attive nel periodo estivo-autunnale e le condizioni climatiche favorevoli, con temperature elevate e precipitazioni di fine estate, possono sostenere la circolazione virale ancora per diverse settimane. Il Ministero della Salute ha chiesto per la stagione 2026 il rafforzamento del monitoraggio nell'uomo, nelle zanzare, nell'avifauna e negli equidi, mentre la sorveglianza nelle aree endemiche prosegue fino a novembre.

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