West Nile Virus, aumentano i casi in Europa: l’Italia è la più colpita
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Redazione Salute
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Il West Nile Virus sta facendo registrare un aumento dei casi in Europa e l’Italia è attualmente il Paese più colpito, con 46 contagi confermati dall’inizio dell’anno in 20 province. A diffondere i dati è l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha segnalato come le alte temperature e l’allungamento della stagione calda stiano contribuendo a una maggiore circolazione del virus del Nilo Occidentale nel continente. L’OMS ha invitato i Paesi a rafforzare la sorveglianza, sottolineando che il virus non rappresenta una minaccia nuova, ma che stanno cambiando rapidamente le condizioni che ne favoriscono la diffusione.
Il caldo e la stagione più lunga modificano la circolazione del virus
Secondo le informazioni diffuse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il prolungarsi delle alte temperature sta accelerando la presenza del West Nile Virus in Europa. Il fenomeno riguarda la circolazione del virus del Nilo Occidentale, che viene monitorata attraverso la sorveglianza epidemiologica e gli interventi dedicati alla prevenzione. L’Italia, con 46 casi confermati distribuiti in 20 province, risulta il territorio con il numero più elevato di contagi segnalati. Le autorità sanitarie stanno quindi mantenendo alta l’attenzione sulla diffusione delle infezioni e sulla necessità di controllare i segnali di presenza del virus.
In questi giorni sono emersi nuovi episodi legati alla presenza del West Nile Virus in Italia. Tra i casi segnalati c’è quello della donna di Salgareda infettata dal virus, mentre a Riese Pio X è stato individuato un pool di zanzare positive. Sui due episodi e sulle misure da adottare sono intervenuti la dottoressa Valentina Moretti, del Servizio Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss2, e il dottor Ernesto Pascotto, medico veterinario del Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria e referente provinciale per le zoonosi, cioè le malattie infettive trasmesse dagli animali agli esseri umani.
Italia e Veneto rafforzano il monitoraggio dei nuovi casi
Con l’arrivo dell’estate il West Nile Virus torna al centro dell’attenzione sanitaria, anche per i nuovi segnali di circolazione individuati sul territorio. Dopo il primo caso umano confermato nel Veronese, la Regione Veneto ha potenziato la sorveglianza epidemiologica in seguito alla rilevazione di ulteriori elementi nella Marca Trevigiana. Gli interventi rientrano nel Piano regionale contro le arbovirosi, con l’obiettivo di monitorare la situazione e seguire l’evoluzione della presenza del virus.
La diffusione del West Nile Virus in Europa viene osservata in relazione alle condizioni ambientali che possono favorirne la circolazione, in particolare il prolungamento delle temperature elevate. In Italia il numero di contagi registrati ha portato a un rafforzamento delle attività di controllo e sorveglianza, mentre i casi individuati in diverse aree del territorio mostrano una presenza del virus che viene seguita dalle strutture sanitarie. Le indicazioni fornite dagli esperti riguardano il monitoraggio dei casi e le accortezze utili per ridurre i rischi legati alla diffusione tramite zanzare.
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