Tragedia a Suio Terme: bambino di 7 anni muore nella piscina dello stabilimento, sequestrata la salma

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c’è stato nulla da fare per quel bambino di sette anni, annegato nel pomeriggio di ieri, 18 aprile, in una piscina di uno stabilimento termale situato in località Suio Terme, nel comune di Castelforte, in provincia di Latina. L’allarme è scattato subito dopo il pasto di mezzogiorno, quando i presenti si sono accorti che il piccolo, stando a una prima e tragica ricostruzione dei fatti, non riusciva a riemergere dalla vasca; sul posto, raggiunto rapidamente dai carabinieri della Compagnia di Formia e dai sanitari del 118, è atterrata persino un’eliambulanza, ma ogni tentativo di rianimarlo – e il personale medico ha provato a lungo – si è rivelato vano. La struttura, molto frequentata da turisti e famiglie, è stata posta sotto sequestro e lo stesso hanno fatto gli inquirenti con la salma, ora a disposizione dell’autorità giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Cassino.

L’ipotesi del bocchettone e le indagini sulla dinamica

La procura sta cercando di fare piena luce su quanto accaduto, e l’ipotesi che al momento sembra prendere piede tra gli investigatori è quella di un tragico incidente legato all’impianto di aspirazione della piscina. Secondo le prime informazioni, il bambino – che si trovava nel complesso termale insieme ai genitori – giocando in acqua si sarebbe infilato in un bocchettone di scarico, restando incastrato in quel punto e vedendosi così impedita la risalita in superficie una volta esaurita la sua apnea. Non si esclude, al vaglio dei carabinieri, che la forza di suzione abbia giocato un ruolo determinante nel trattenere il piccolo sott’acqua, rendendolo di fatto irraggiungibile per alcuni istanti cruciali.

I soccorsi immediati e il sequestro della salma

I genitori, che si trovavano con lui nella struttura, hanno dato immediatamente l’allarme; a nulla sono però valsi gli sforzi dei medici del 118, sopraggiunti con un’ambulanza e un’auto medica, né l’intervento dell’eliambulanza che, atterrata nei campi adiacenti, non è poi mai decollata per un trasferimento d’urgenza. La salma del bimbo di sette anni, originario di Roma stando ad alcune prime indiscrezioni riportate dalla cronaca, è stata sottoposta a sequestro giudiziario in attesa che venga disposta l’autopsia; un esame che si rivelerà fondamentale per chiarire se il decesso sia dovuto esclusivamente all’annegamento o se vi siano altre concause legate al funzionamento dell’impianto idrico.

Un precedente analogo nel Lazio e l’inchiesta in corso

La tragedia di Castelforte riporta alla mente un episodio simile avvenuto due anni fa, sempre in una struttura termale della provincia di Roma, dove un bambino di otto anni, Stephan, perse la vita in circostanze che gli inquirenti descrissero allora come analoghe: il piccolo finì risucchiato dal sistema di drenaggio mentre gli addetti stavano svuotando la vasca. In questo caso, gli accertamenti sono solo all’inizio e la procura di Cassino sta raccogliendo le testimonianze dei presenti e acquisendo la documentazione tecnica dell’impianto; non ci sono ancora indagati né ipotesi formali di reato, ma il fascicolo – come accade in questi drammatici frangenti – è aperto per omicidio colposo, in attesa di stabilire se esistano eventuali responsabilità nella manutenzione o nella sicurezza della struttura.

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