Sovraffollamento carceri, il governo punta su 10 mila posti in più e pene alternative

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il governo italiano sta per presentare un piano d’intervento per contrastare l’emergenza carceraria, che da anni affligge il sistema penitenziario con strutture al collasso. Martedì il Consiglio dei ministri esaminerà la proposta, che prevede l’ampliamento della capienza di circa 10 mila posti, attraverso la costruzione di nuovi padiglioni e l’utilizzo di celle modulari a montaggio rapido. Tra gli interventi più significativi ci sono quelli nel carcere di Milano Opera, dove verranno aggiunti 392 posti, e in quello di Bollate, con 200 posti in più. A Rebibbia, invece, si punta a realizzare 400 nuovi spazi entro un anno, mentre altri 400 saranno distribuiti tra Bologna e Forlì.

L’iniziativa, che sarà illustrata dal commissario per l’edilizia carceraria Marco Doglio, mira a rispondere a una situazione ormai insostenibile, con istituti che superano regolarmente la loro capienza ufficiale. Oltre agli interventi strutturali, il piano prevede misure alternative per i detenuti in regime di fine pena, soprattutto se hanno dimostrato buona condotta, e per quelli con problemi di tossicodipendenza, che potranno scontare il periodo residuo in strutture dedicate.

Parallelamente, il deputato Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha avanzato una proposta di legge per introdurre un “numero chiuso” nelle carceri, ispirandosi a modelli già adottati in altri Paesi europei. L’obiettivo è rendere obbligatorie le pene alternative quando non ci sono posti disponibili, evitando così che il sovraffollamento diventi una condizione strutturale.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, dal canto suo, ha ribadito la necessità di un approccio multidirezionale: oltre ai nuovi spazi, si punta a una riqualificazione degli istituti esistenti, con l’inserimento di moduli prefabbricati nelle aree aperte, e a un maggiore ricorso a misure come l’affidamento in prova o i lavori socialmente utili per reati minori.

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