Disastro aereo in Perù, il cordoglio per Matteo Gianturco: studiava a Bergamo e amava i viaggi
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Redazione Interno
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Il disastro aereo in Perù ha spezzato la vita di Matteo Gianturco, studente di 24 anni dell’Università di Bergamo, tra le tredici vittime dello schianto avvenuto sabato 1 agosto durante un volo turistico diretto sulle Linee di Nazca. Il giovane, originario di Monza e appassionato di viaggi, si trovava in vacanza con la famiglia quando il piccolo aereo sul quale viaggiavano è precipitato. Nell’incidente hanno perso la vita anche il padre Paolo Gianturco, la madre Cristina Maria Bianco e il fratello Pietro, di 18 anni, trasformando quella che doveva essere un’esperienza di viaggio in una tragedia che ha colpito profondamente i loro luoghi di studio e di lavoro.
Il ricordo di Matteo Gianturco e della sua famiglia
Matteo Gianturco stava costruendo il proprio futuro tra le aule dell’Università di Bergamo, dove frequentava Economia e si preparava a completare il suo percorso di studi. La notizia della sua morte ha suscitato cordoglio nell’ateneo, che ricorda uno studente impegnato nel proprio cammino universitario. Con lui sono morti il padre Paolo, 59 anni, la madre Cristina Maria Bianco, 57 anni, e il fratello Pietro, iscritto al liceo delle Scienze Applicate Don Gnocchi di Carate Brianza. La famiglia si trovava in Perù insieme ad amici per una vacanza che prevedeva anche il sorvolo delle celebri Linee di Nazca.
La figura di Paolo Gianturco viene ricordata anche dalla Bologna Business School, dove insegnava nel Master in Finance and Fintech. Il docente era stimato per la sua attività accademica e professionale. Nel corso della sua carriera aveva lavorato per circa trent’anni nel settore bancario, ricoprendo incarichi come revisore dei conti e consulente finanziario. Cristina Maria Bianco era managing director di Andersen Consulting a Milano e aveva guidato per ventitré anni una società di consulenza da lei fondata. I due figli stavano seguendo percorsi di studio orientati nella stessa direzione, tra università e scuola superiore.
Le indagini sullo schianto del Cessna in Perù
Le cause del disastro aereo restano al centro delle indagini avviate dagli investigatori peruviani, impegnati a ricostruire la dinamica dello schianto del Cessna 208B Grand Caravan. A bordo del velivolo si trovavano undici turisti e due piloti. Tra gli elementi al vaglio ci sono le ragioni che avrebbero portato l’aereo a perdere il controllo fino a precipitare quasi in verticale, il possibile ruolo del vento forte e quanto accaduto poco prima della caduta, quando il velivolo avrebbe perso quella che sembra essere l’ala sinistra.
Gli investigatori stanno inoltre cercando di chiarire se all’origine dell’incidente possano esserci problemi di manutenzione oppure una manovra che abbia portato il velivolo oltre i propri limiti strutturali. Lo schianto è stato seguito da un incendio che non ha lasciato scampo agli occupanti del monomotore turboelica. Mentre proseguono gli accertamenti tecnici sul Cessna Caravan 208B, il ricordo delle tredici vittime continua a unire i luoghi che facevano parte della loro vita quotidiana, dalle istituzioni accademiche ai contesti professionali nei quali erano conosciuti e apprezzati.
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