Tragedia in Perù, i sette italiani morti nello schianto dell’aereo turistico: l’ultimo viaggio delle due famiglie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’eco di un’amicizia che durava da anni e la passione comune per i viaggi si sono infranti contro il deserto peruviano. Sabato 1° agosto, un Cessna 208B Grand Caravan della compagnia Aerodiana è precipitato nella zona di Pueblo Viejo, nella provincia di Nazca, pochi minuti dopo aver sorvolato le celebri Linee di Nazca. Nessuno dei tredici occupanti è sopravvissuto all’impatto violento e al successivo incendio che ha completamente distrutto il velivolo con numero di registrazione OB-2001.

Tra le vittime figurano sette cittadini italiani, appartenenti a due famiglie originarie della provincia di Monza Brianza, che avevano deciso di trascorrere insieme questa vacanza alla scoperta dei geoglifi patrimonio dell’Unesco.

I nomi delle vittime italiane e le altre nazionalità coinvolte

Le vittime italiane sono state identificate dalla lista passeggeri della compagnia Aerodiana e appartengono ai nuclei familiari dei Gianturco e degli Angelucci. La famiglia Gianturco, residente a Monza, era composta da Paolo Gianturco, 59 anni, dalla moglie Cristina Maria Bianco, 57 anni, e dai figli Matteo, 24 anni, e Pietro, appena 18enne. L’altra famiglia, di Seregno, vedeva invece tra le vittime Massimo Angelucci, 58 anni, la moglie Elena Sala, 58 anni, e il figlio Lorenzo, anche lui di 24 anni, come ha ricostruito la stampa peruviana.

All’interno del gruppo, la presenza di tre ragazzi di soli 18 e 24 anni rende la vicenda ancora più drammatica e ha suscitato un’ondata di commozione nelle comunità di provenienza. Oltre ai sette connazionali, il bilancio dell’incidente comprende i coniugi tedeschi Andreas Hofmann, 78 anni, e Gertrud Maria Hofmann, 77 anni, e gli spagnoli Alfredo Aviles Muñoyerro e Ana Isabel Sánchez Muñoz, entrambi di 52 anni. A completare il numero delle vittime, i due membri dell’equipaggio peruviano, identificati come il pilota Americo Alejandro Salazar Cuellar e Irenka Del Carpio Guanilo.

La dinamica del volo e la dichiarazione di emergenza

Secondo le prime ricostruzioni dei media locali, il velivolo era decollato dall’aeroporto María Reiche di Pisco intorno a mezzogiorno di sabato, diretto verso l’area archeologica di Nazca per un volo panoramico della durata di circa un’ora. Le autorità peruviane hanno riferito che il pilota ha dichiarato lo stato di emergenza alle 13:01 ora locale, circa un’ora dopo il decollo, segnalando apparentemente un problema meccanico durante il sorvolo dell’area dei geoglifi.

Poco dopo, il contatto con la torre di controllo è stato perso e il Cessna si è schiantato in un campo agricolo situato a circa 1,5 chilometri dalla Panamericana Sud, nella parte meridionale della città di Nazca. L’impatto è stato talmente violento da provocare un incendio che ha avvolto la carcassa dell’aereo, impedendo ai soccorsi giunti sul posto di trovare superstiti.

Il console italiano, insieme ai rappresentanti diplomatici di Spagna e Germania, si è recato sul luogo del disastro per seguire le operazioni di recupero delle salme, successivamente trasferite all’obitorio di Ica per le procedure di identificazione.

Le indagini sulle cause e la sicurezza dei voli turistici

Le cause che hanno portato allo schianto sono attualmente al vaglio della Procura peruviana e della Direzione generale dell’aviazione civile del Perù, che hanno aperto un fascicolo per fare luce sulla tragedia. Tra le ipotesi al momento considerate dagli inquirenti, un ruolo potrebbe averlo giocato anche il fattore meteorologico: nella zona, nelle ore precedenti all’incidente, erano state registrate forti raffiche di vento, tanto da causare la caduta di alberi e danni alle infrastrutture, con conseguente sospensione temporanea dei voli in diverse province.

Tuttavia, come ha sottolineato il ministro del Commercio estero e del Turismo peruviano, Rogers Valencia, lo stesso pilota aveva riferito di un problema meccanico in volo prima di perdere i contatti. L’incidente riporta sotto i riflettori la sicurezza dei voli turistici sui geoglifi di Nazca, un’attività che attira tra gli 80.000 e i 100.000 visitatori all’anno ma che, come evidenziano le cronache, è già stata teatro di altre tragedie simili negli ultimi anni.

Nel 2022, un altro schianto in quella stessa area causò sette vittime, mentre nell’ottobre del 2010 persero la vita quattro turisti britannici e due membri dell’equipaggio in un incidente aereo dopo il decollo.

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