Nicola Maggiotto resta in coma a Barcellona, l’attesa dei genitori e la prognosi ancora incerta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Barcellona, l’ansia dei genitori di Nicola Maggiotto: "È dura, durissima. Possiamo solo aspettare". BARCELLONA – "È dura, durissima. Ma questo dobbiamo fare. Aspettare". Papà Daniele Maggiotto e mamma Loretta non si allontanano mai dalla terapia intensiva dell'hospital del mar di Barcellona dove da quasi una settimana loro figlio Nicola, il più piccolo, è in coma farmacologico dopo l'aggressione subita fuori dal beach club Seasea al Parc Forum. Occhi lucidi, la stanchezza si vede sul volto e si sente dal tono di voce basso, garbato ma provato.

Cresce l’ansia per Nicola Maggiotto, aggredito a Barcellona: “La prognosi neurologica resta incerta” Ufficialmente il quadro clinico di Nicola Maggiotto è stabile, anche se ancora esiste il rischio di un peggioramento. Lo ha confermato ieri sera suo padre Daniele, raccontando che «ha passato una notte tranquilla».

Le voci che circolano per i corridoi dell'Hospital del Mar di Barcellona però precisano alcuni dettagli fondamentali sulle condizioni del 21enne aggredito, insieme con altri ragazzi it… Nicola Maggiotto ancora in coma a Barcellona: polizia analizza i video Sono trascorse altre 24 ore senza variazioni significative nelle condizioni di Nicola Maggiotto, il 21enne di Asolo, nel Trevigiano, ricoverato in terapia intensiva a Barcellona dopo il grave trauma cranico riportato nella notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 agosto, durante una rissa all'esterno di un locale pubblico della città catalana.

Il giovane è ancora sedato e incosciente. Il padre, Daniele Maggiotto, continua ad assisterlo nei corridoi dell'istituto sanitario dove si trova ricoverato e ripete quanto gli viene riferito dai medici: per avere un quadro attendibile delle condizioni del figlio bisogna ancora attendere.

La notte dell’aggressione e il ricovero in terapia intensiva

Il grave episodio si è verificato nella notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 agosto, all’esterno del beach club Seasea, situato nell’area del Parc Forum di Barcellona. Secondo quanto ricostruito dalle prime indagini, Nicola Maggiotto, originario di Asolo in provincia di Treviso, è stato colpito alla nuca da un pugno nel corso di una rissa, riportando un trauma cranico di notevole entità. Immediatamente soccorso dai sanitari, il giovane è stato trasportato d’urgenza all’Hospital del Mar, dove da allora è ricoverato in coma farmacologico.

Le sue condizioni, pur essendo state definite stabili dai medici, restano critiche e la prognosi neurologica viene descritta come ancora incerta. A rendere la situazione particolarmente delicata è la persistente sedazione, che impedisce ai neurochirurghi di effettuare una valutazione approfondita delle funzioni cerebrali; l’unica certezza, al momento, è che il quadro clinico non ha subito aggravamenti, ma ogni ottimismo rimane sospeso a un filo che si dipana solo col passare delle ore.

Il padre: "Notte tranquilla, ma bisogna solo aspettare"

Daniele Maggiotto, il padre del ragazzo, si è fatto portavoce del bollettino medico con un misto di speranza e rassegnazione, spiegando ai cronisti che Nicola ha passato una notte tranquilla, un piccolo segnale che non modifica tuttavia la gravità complessiva del quadro. I genitori, che non si sono mai mossi dall’ospedale catalano, trascorrono le giornate nei pressi della terapia intensiva, alternando momenti di raccoglimento a colloqui frammentari con lo staff sanitario.

Loretta, la madre, appare provata ma determinata a restare accanto al figlio, mentre Daniele ripete come un mantra le parole dei medici: la prognosi è ancora sospesa, e per capire se il cervello di Nicola reagirà occorrerà attendere la riduzione graduale della sedazione, un passaggio che nessuno osa ancora programmare con precisione. La famiglia, originaria del Veneto, ha ricevuto il sostegno di amici e conoscenti, ma la distanza e l’incertezza rendono ogni ora un peso difficile da sopportare, amplificato dal silenzio clinico che avvolge il reparto.

Le indagini della polizia catalana e l’analisi dei filmati

Sul fronte investigativo, la polizia catalana ha avviato un’approfondita analisi dei video registrati dalle telecamere di sorveglianza presenti nella zona del Parc Forum e all’interno del locale Seasea, tentando di ricostruire con esattezza la dinamica della rissa. Le immagini, che potrebbero rivelarsi decisive per identificare i responsabili del pugno che ha ridotto Nicola in coma, sono state acquisite e vengono esaminate dai tecnici, anche se al momento non sono state diffuse informazioni sull’eventuale identificazione di sospetti.

L’aggressione, avvenuta in un’area molto frequentata durante la stagione estiva, ha coinvolto anche un amico del 21enne, intervenuto in sua difesa e a sua volta colpito ripetutamente, tanto da riportare segni evidenti dei colpi subiti. La polizia sta inoltre raccogliendo testimonianze tra i presenti quella notte, nella speranza di ottenere elementi utili a chiarire le responsabilità, mentre la procura di Barcellona segue con attenzione l’evolversi delle indagini senza al momento formulare ipotesi precise sull’eventuale movente.

Il precedente di Lloret de Mar e il monito del padre di Niccolò Ciatti

Il caso di Nicola Maggiotto ha riaperto antiche ferite nel panorama delle aggressioni a giovani italiani in Spagna, richiamando alla mente la tragedia di Niccolò Ciatti, il 22enne toscano ucciso con un calcio alla testa nel 2017 a Lloret de Mar. Luigi Ciatti, padre del ragazzo, ha commentato la vicenda con un appello alla giustizia spagnola, dichiarando: "Spero stavolta la giustizia spagnola funzioni", un’espressione che riflette la frustrazione accumulata in anni di battaglie legali, culminate con la condanna del responsabile, un uomo di origine cecena, che però risulta ancora latitante.

Il riferimento al caso di Niccolò, avvenuto a distanza di quasi nove anni, non è casuale: la dinamica dell’aggressione, con un colpo sferrato alla nuca, presenta inquietanti somiglianze con quanto accaduto a Barcellona, anche se gli investigatori catalani non hanno ancora stabilito un collegamento diretto tra i due episodi. La voce di Ciatti si leva come un monito, nella speranza che le autorità iberiche possano questa volta agire con tempestività, scongiurando che un altro padre si trovi a inseguire un fantasma tra le aule di tribunali e gli anfratti della latitanza.

Per ora, l’unico orizzonte rimane quello dell’Hospital del Mar, dove Nicola Maggiotto lotta tra la vita e una veglia che tarda a venire, in attesa che i medici possano sciogliere il nodo della prognosi e che le indagini facciano luce su una notte che ha sconvolto la vita di una famiglia intera.

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