Papa Leone XIV compie 71 anni, gli auguri della Cei: «Il ministero è anzitutto servizio»
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Redazione Interno
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Papa Leone XIV compie oggi 71 anni. Robert Francis Prevost è nato a Chicago il 14 settembre 1955 ed è il primo Pontefice statunitense della storia, eletto l'8 maggio 2025 al quarto scrutinio di uno dei conclavi più brevi degli ultimi decenni.
Gli auguri della Presidenza Cei
La Presidenza della Conferenza episcopale italiana ha inviato al Pontefice un messaggio a nome delle Chiese in Italia. «Beatissimo Padre, nel giorno del Suo compleanno, Le porgiamo gli auguri delle Chiese in Italia, uniti alla preghiera di ringraziamento che eleviamo al Signore per il Suo ministero», si legge nella lettera diffusa in mattinata.
Nel testo i vescovi rinnovano «la gratitudine per gli incontri avuti in questi mesi» e ricordano le indicazioni offerte dal Papa: «Ci ha indicato nel Vangelo la priorità della vita della Chiesa, sorgente della fede intesa come incontro con Cristo morto e risorto, e nel coraggio dell'essenziale la via per viverla». La Presidenza Cei fa proprie anche le parole pronunciate ieri all'Angelus sul legame tra perdono e pace, definendole «particolarmente attuali, alla luce delle situazioni di guerra che interessano diverse aree del mondo».
Il messaggio si chiude con un richiamo alla consapevolezza, «da Lei stesso richiamata, che il ministero nella Chiesa è anzitutto servizio».
La giornata in Vaticano
Quella di Leone XIV è comunque una giornata di lavoro. In mattinata il Pontefice si reca alla Biblioteca apostolica vaticana per inaugurare la mostra Aqva. Catastrofe e meraviglia, primo capitolo di un ciclo espositivo quinquennale che indaga gli elementi naturali come specchio delle paure e delle speranze dell'umanità. L'esposizione, visitabile dal 25 settembre al 14 maggio 2027, mette in dialogo il patrimonio della Biblioteca con le opere di tre creativi contemporanei: l'artista JR, il tipografo Bill Moran e lo chef Fulvio Pierangelini.
Il percorso si concentra sull'ambivalenza dell'acqua, elemento generatore di vita e al tempo stesso forza distruttrice, e celebra i 470 anni dalla pubblicazione del trattato sui pesci di Ippolito Salviani, stampato a Roma nel 1557 per iniziativa della stessa Biblioteca Vaticana.
Il vice prefetto della Biblioteca, don Giacomo Cardinali, ha spiegato il senso dell'iniziativa: «L'idea della mostra, primo passo di un percorso di cinque anni, è di indagare le nostre paure. Ogni anno affronteremo quella che è, per noi bibliotecari e conservatori di un patrimonio storico, un elemento di panico». Dopo l'acqua, i prossimi appuntamenti del ciclo saranno dedicati alla luce e all'aria, poi al fuoco, quindi alle forme viventi animali e infine all'uomo, «che è costruttore ma anche distruttore di libri».
Gli auguri da Roma e dal mondo
Alla vigilia del compleanno, durante l'Angelus di domenica 13 settembre in piazza San Pietro, il Pontefice era tornato sul tema del perdono commentando il passo evangelico in cui Gesù invita Pietro a perdonare «fino a settanta volte sette». «Il perdono è indispensabile e se manca non si può vivere in pace», ha affermato Leone XIV, descrivendo le conseguenze del perdono negato: conflitti, accuse, rancori e vendette che «distruggono i rapporti, dividono le famiglie e possono arrivare a scatenare le guerre».
Al termine della preghiera mariana aveva ricordato il venticinquesimo anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001.
La Diocesi di Roma ha fatto pervenire i propri auguri «in comunione di preghiera e con grande affetto», auspicando che «il Signore continui a donargli forza e saggezza per affrontare le tante sfide di questo tempo, e per sostenere l'anelito di pace delle persone di buona volontà che con la Sua guida desiderano costruire la civiltà dell'amore».
Messaggi di auguri sono giunti anche da diverse regioni italiane, tra cui il Veneto, il cui presidente Alberto Stefani ha ricordato come il Pontefice abbia richiamato fin dall'inizio del pontificato «i valori della pace, del dialogo e della responsabilità, in un tempo che ha bisogno di parole capaci di unire e di indicare una strada».
Agostiniano, Prevost ha trascorso oltre vent'anni in Perù come missionario e vescovo di Chiclayo, prima che papa Francesco lo chiamasse a Roma nel 2023 come prefetto del Dicastero per i vescovi. La sua biografia unisce gli Stati Uniti della formazione, l'America Latina della missione e la Curia romana del governo.
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