Ngonge al Torino in prestito, ma il riscatto è già un tabù

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La giornata di mercato del Torino si è rivelata decisiva, con l’ufficializzazione dell’arrivo di Cyril Ngonge, attaccante belga proveniente dal Napoli, e quello di Israel, altro rinforzo per la squadra di Marco Baroni. Ngonge, classe 2000, ha già raggiunto il ritiro granata a Prato allo Stelvio, sebbene il tecnico, alle prese con gli ultimi giorni di preparazione, avrà poco tempo per integrarlo al meglio prima dell’esordio stagionale.

Come ha sottolineato Elena Rossin, giornalista di Torino Granata, intervenuta a Radio Napoli Centrale, «Ngonge è un giocatore che soddisferà Baroni, visto che mancava un profilo del genere». Tuttavia, il diritto di riscatto fissato a 17 milioni appare già una soglia insormontabile per la società granata, che in passato – come nel caso di Elmas – ha dimostrato di non voler investire cifre così elevate. «È già successo una volta», ha ricordato Rossin, lasciando intendere che, salvo sorprese, Ngonge difficilmente verrà riscattato.

Il comunicato del Napoli, pubblicato sul sito ufficiale, conferma la cessione temporanea con opzione, mentre quello del Torino ribadisce la formula del prestito con diritto di riscatto. Un meccanismo ormai consolidato per il club, che preferisce puntare su operazioni a basso rischio, senza legarsi a impegni economici troppo onerosi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.