Vasco a Rimini, il “Komandante” parte all’assalto tra sold out e bagarini digitali
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Redazione Cultura e Spettacolo
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“Vado al massimo e voglio proprio vedere come va a finire”.
Aveva avvertito così, il rocker di Zocca, i fedelissimi accorsi per il soundcheck, e il responso della “data zero” tenutasi sabato 30 maggio allo stadio Romeo Neri di Rimini non poteva essere più inequivocabile: oltre 25mila persone hanno restituito al mittente l’energia di una scaletta che, spogliata dei soliti tormentoni estivi, pescava a piene mani dai brani più iconici degli anni Ottanta, quelli che non si sentivano dal vivo da una vita intera. sorrisi +3
È stato un tripudio collettivo, quello che ha sancito la fine delle prove generali del “Vasco Live 2026”, un tour che già prima di iniziare aveva messo in vetrina il solito, identico fenomeno sociologico: la trasformazione della devozione musicale in assalto ai botteghini, con annesso corteo di sciacalli del web pronti a speculare sulla disperazione di chi è rimasto a secco. corriere +3
L’effetto traino sulla riviera e l’assalto alla doppia data di Ancona
Se a Rimini il tutto esaurito era ampiamente previsto (tanto che già a dieci giorni dall’evento i posti per il soundcheck del fan club erano introvabili e per il concerto serale ne avanzavano soltanto una manciata), l’attenzione ora si sposta furiosamente verso il resto del calendario, in particolare verso le due attesissime tappe di Ancona del 23 e 24 giugno. messaggeroveneto +3
L’odore del fanatismo, come lo hanno definito alcuni cronisti locali, ha già scatenato la “seconda circolare” del mercato nero digitale: non appena i canali ufficiali hanno esaurito i tagliandi per lo Stadio del Conero, lasciando a bocca asciutta migliaia di marchigiani, sulle piazze virtuali è comparsa un’orda di bagarini di ultima generazione, quelli che utilizzano software automatici per fare incetta di ticket. sky +3
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un ingresso per il prato viene rivenduto a tre volte il prezzo base, mentre le “tribune d’oro” raggiungono cifre che, in altri contesti, basterebbero per pagare un affitto mensile; una frenesia, questa, che ha spazzato via ogni residua solidarietà tra i devoti del “Komandante”, riducendo il rito dell’acquisto a una sorta di survival game economico dove chi cede al ricatto del bagarino rischia comunque di incappare in truffe. ilrestodelcarlino +3
Le “due città” di Vasco: il benvenuto del sindaco e la stoccata della politica
Mentre la macchina organizzativa del tour (che toccherà Ferrara, Olbia, Bari, e chiuderà a Udine) macina soldi e numeri da capogiro, la tappa romagnola ha regalato anche l’immagine di un’accoglienza istituzionale a dir poco calorosa.
Il primo cittadino di Rimini, Jamil Sadegholvaad, ha voluto salutare pubblicamente il rocker definendolo “uno di noi”, sottolineando come la sua presenza cambi immediatamente l’aria della città e ringraziandolo per aver scelto ancora una volta la riviera come punto di partenza. newsrimini +3
Un abbraccio, quello del sindaco, che stride tuttavia con la freddezza proveniente da altri ambienti politici: a gettare un’ombra sulla serata ci ha pensato una senatrice di Fratelli d’Italia, la quale ha duramente criticato un passaggio del concerto in cui Vasco si sarebbe lasciato andare a un insulto rivolto al governo, accusandolo di essere composto da “drogati”. messaggeroveneto +3
L’invito della parlamentare, rivolto al cantante, a visitare una comunità di recupero per tossicodipendenti ha inevitabilmente acceso la polemica, dimostrando come la figura del rocker continui a essere, a distanza di decenni, un formidabile parafulmine per le tensioni ideologiche del Paese. sanmarinortv +3
Il ribaltamento del racconto: la scaletta “mancante” come dichiarazione poetica
Al di là dei numeri e delle scaramucce politiche, ciò che ha davvero sorpreso i presenti al Romeo Neri è stata la scelta artistica di Vasco.
Aprendo le danze con “Vado al massimo” (brano del lontano 1982 che non eseguiva dal vivo da oltre quarant’anni) e pescando a piene mani da un repertorio di rarità che molti davano per dimenticate, il cantautore ha ribaltato l’approccio classico del greatest hits per costruire un set basato sui “pezzi mancanti”. ilrestodelcarlino +3
Una scelta autorevole, quasi provocatoria, che restituisce l’idea di un artista il quale, piuttosto che inseguire il consenso immediato, preferisce utilizzare l’ironia feroce e la memoria come esorcismo contro “i tempi bui”. rollingstone +3
Lo show, della durata di oltre due ore e mezza, ha alternato episodi come “Siamo solo noi” (eseguita a sorpresa con lo storico bassista Claudio Golinelli, reduce da un lungo ricovero) a momenti di rock più duro, confermando che per il “Komandante” il palco rimane il luogo dove, citando i suoi stessi versi, dire le cose che non si possono dire a parole. sorrisi +3




