Borse europee a due marce, Parigi vola sul lusso mentre Milano arretra

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le Borse del Vecchio Continente hanno chiuso una seduta caratterizzata da performance profondamente divergenti, che hanno visto il listino di Parigi, trainato da un settore del lusso in formidabile rimonta, sovraperformare in modo netto quello di Milano, il quale ha invece risentito delle pesanti flessioni nel comparto creditizio e assicurativo. Due esempi, su tutti, riassumono efficacemente la giornata: il Cac40 francese ha guadagnato oltre il 2%, toccando livelli di poco superiori agli 8.090 punti, mentre il Ftse Mib italiano ha ceduto lo 0,4%, muovendosi così in direzione opposta rispetto ai principali indici di Wall Street, i quali hanno trovato slancio sia nel settore bancario che in quello dei semiconduttori. Una dinamica, questa, che appare in controtendenza rispetto all'ottimismo Oltreoceano, alimentato anche dalle recenti dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, le quali hanno fatto ritenere probabile, a causa di una certa debolezza del mercato del lavoro, un prossimo taglio dei tassi d'interesse.

Il trionfo del lusso a Parigi

La Borsa di Parigi è stata la protagonista indiscussa della giornata in Europa, con un indice Cac40 che, dopo le 15:30, ha mantenuto un rialzo stabilizzato intorno al 2,1%. Una performance così robusta, che ha fatto registrare un distacco notevole rispetto a Francoforte, dove il Dax oscillava invece attorno alla parità. A trainare la piazza francese, con un impatto determinante anche sull'Euro Stoxx 50 – in rialzo di oltre l'1% –, sono stati i colossi del lusso, i cui titoli hanno conosciuto incrementi di grande rilievo: LVMH ha chiuso con un balzo del 12%, Christian Dior dell'11%, Hermès del 7% e Kering del 5%. Questi rialzi, che hanno portato l'indice di settore EuroStoxx Luxury a un guadagno complessivo del 5,2%, sono stati sostenuti dalla speranza di un possibile allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, dopo la recente escalation sulle tariffe doganali applicate ai container e ai principali operatori del trasporto marittimo.

Le difficoltà di Piazza Affari

Sul versante opposto si è collocata Piazza Affari, la cui chiusura in negativo è stata causata principalmente dalle significative perdite registrate dalle banche e dalle compagnie assicurative, settori appesantiti dall'ipotesi di un loro contributo alla prossima manovra finanziaria del governo. Tra i titoli che hanno segnato le performance peggiori spiccano Mediobanca, scesa del 2,6%, e Monte dei Paschi di Siena, che ha chiuso con un calo del 2,2%. Il tonfo di Mediobanca è stato accentuato, per di più, dal taglio del rating operato dall'agenzia Fitch, che l'ha portato al livello Bbb, in un allineamento che ha coinvolto anche altre istituzioni finanziarie nazionali. Si è trattato, dunque, di un contesto che ha visto gli investitori penalizzare gli asset più sensibili alle dinamiche della politica fiscale interna.

Il contesto internazionale

Mentre le Borse europee procedevano a marce così differenti, sullo sfondo operava un mercato statunitense sostenuto, il quale continuava a beneficiare delle indicazioni provenienti dalla Federal Reserve. Le parole di Powell, che hanno evidenziato una fragilità nel mondo del lavoro, sono state interpretate dagli operatori come il preludio a un ulteriore intervento di stimolo monetario, alimentando acquisti diffusi. Questo clima di attesa per un denaro più a buon mercato, che ha spinto verso record storici indici come il Russell-2000 e ha favorito anche il prezzo dell'oro, non è tuttavia bastato a trascinare uniformemente tutti i listini del Vecchio Continente, dimostrando come i fattori locali – siano essi la forza di un settore come il lusso o le preoccupazioni per la finanza pubblica – possano talvolta avere un peso preponderante nelle scelte di portafoglio.

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