Pubblicati gli ultimi documenti riservati sull’assassinio di John F. Kennedy
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Redazione Esteri
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I restanti file del governo statunitense relativi all’assassinio di John F. Kennedy, il 35esimo presidente degli Stati Uniti ucciso a Dallas il 22 novembre 1963, sono stati resi pubblici ieri dagli Archivi nazionali americani. La decisione, che segue un ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump a gennaio, ha portato alla luce oltre 80mila pagine di documenti, molti dei quali finora rimasti secretati. Tra questi, spiccano rapporti investigativi, intercettazioni e analisi legate a uno dei casi più controversi della storia moderna, che ancora oggi alimenta teorie cospirative e dibattiti.
Il materiale, consultabile online in formato PDF, include dettagli sul profilo di Lee Harvey Oswald, l’uomo accusato di aver sparato al presidente dalla finestra di un deposito di libri, nonché informazioni sui suoi movimenti prima e dopo l’attentato. Non mancano riferimenti ai rapporti tra Oswald e Cuba, un aspetto che ha spesso alimentato ipotesi di coinvolgimento internazionale. Tuttavia, come sottolineato da alcuni esperti, gran parte dei documenti non sembra contenere rivelazioni inedite, lasciando irrisolti molti degli interrogativi che da decenni circondano la vicenda.
L’assassinio di Kennedy, che sconvolse non solo gli Stati Uniti ma il mondo intero, ha dato origine a numerose speculazioni, molte delle quali legate a presunti complotti orchestrati da gruppi politici, criminali organizzati o servizi segreti. La pubblicazione di questi file, sebbene attesa da anni, non sembra aver fornito risposte definitive, alimentando ulteriormente il mistero. Tra i documenti desecretati, alcuni fanno riferimento anche a Robert F. Kennedy, fratello del presidente e anch’egli vittima di un attentato nel 1968, suggerendo possibili connessioni tra i due casi.
La scelta di Trump di rendere pubblici i file senza censure è stata accolta con interesse da storici e ricercatori, che ora avranno accesso a una mole di informazioni senza precedenti. Tuttavia, l’assenza di elementi rivoluzionari nei documenti ha lasciato molti delusi, confermando come il caso Kennedy rimanga uno dei più intricati e dibattuti della storia americana




