Referendum, Giordano: "Sono la maggiore espressione della volontà popolare"
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Redazione Interno
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“In un momento in cui il Parlamento è stato sostanzialmente defraudato di molte sue prerogative, la volontà popolare si deve esprimere comunque e in qualsiasi direzione”. Bruno Giordano, magistrato di Cassazione ed ex direttore generale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, non usa mezzi termini nel definire “una grave colpa” l’astensione dal voto, rivolta a quei cittadini che poi “si lamentano di non contare abbastanza”. Il suo appello arriva a poche settimane dai referendum sull’autonomia differenziata e i diritti dei lavoratori, in programma l’8 e il 9 giugno, mentre i sondaggi dipingono un quadro poco incoraggiante sulla partecipazione.
Secondo l’ultima rilevazione Ipsos per il Corriere della Sera, solo il 28% degli intervistati ha dichiarato una “propensione molto elevata” a recarsi alle urne. Un dato che, se confermato, rischierebbe di far naufragare il quorum necessario alla validazione del voto, trasformando le consultazioni in un’occasione mancata. Tra chi invece ha già scelto di schierarsi, spicca l’appello di oltre 400 personalità dello spettacolo e della cultura – da Lino Guanciale a Serena Dandini, passando per i Punkreas e Marina Massironi – che attraverso la sigla Slc Cgil di Milano hanno lanciato una campagna per i “5 sì” sui referendum legati ai diritti dei lavoratori e di cittadinanza.




