Civili e miliziani senza farmaci né cure, 30mila feriti aspettano un salvacondotto da Gaza
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Redazione Esteri
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RAFAH – I più speravano di poter lasciare Gaza per ricevere cure già il primo giorno del cessate il fuoco, ma solo dopo la seconda consegna di ostaggi, sabato o domenica, i pazienti che nella Striscia combattono contro la malattia e il tempo potranno finalmente uscire per ricevere le cure necessarie. L’annuncio arriva da Bassem Naim, dell’ufficio politico di Hamas, che parlando all’agenzia Safa chiarisce il giallo che ha accompagnato i primi giorni di tregua.
La testimonianza da Gaza: “Mio zio Hamdi e gli altri 10 mila che mancano all’appello” DEIR AL BALAH — Aspettavamo tutti il cessate il fuoco con impazienza. Abbiamo desiderato il silenzio non perché cancelli il dolore, ma per iniziare la ricerca dei dispersi e dei corpi dei nostri cari sepolti sotto le macerie. In tanti giacciono ancora nelle strade e in quelle che una volta erano case. Irraggiungibili e non reclamati. Ai soccorsi è stato negato l’accesso a molte aree, lasciando ch…
Come è la vita a Gaza dopo la tregua: "La sofferenza non è finita, nessuno ha più un posto dove vivere" Le testimonianze di due operatori di Medici senza Frontiere dalla Striscia di Gaza, dove domenica scorsa è entrato in vigore il cessate il fuoco dopo mesi di combattimenti tra Hamas e Israele: "C’è la speranza che la situazione umanitaria e le condizioni economiche miglioreranno, ma c’è anche la paura di un futuro incerto che aleggia nella mente di tutti noi". A Gaza volontari montano delle tendopoli per gli sfollati A Gaza volontari montano delle tendopoli per gli sfollati 22 gennaio 2025
Gaza City, 22 gen. - Alcuni abitanti della città di Gaza montano una tendopoli tra le macerie del quartiere Al-Shujaiya di Gaza City per ospitare gli sfollati che rientrano in città, nel quarto giorno di cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hamas nel territorio palestinese. "Le loro case sono inabitabili, in rovina.




