Bombe a Roma Est, cresce l’allarme per la guerra tra clan

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una serie di attentati con ordigni esplosivi ha colpito il quadrante Est di Roma, dove gli investigatori stanno valutando l’ipotesi di una guerra tra gruppi criminali per il controllo del territorio. Le esplosioni hanno interessato attività commerciali, ingressi di palazzi e altri obiettivi in diversi quartieri della periferia romana, alimentando l’allarme tra residenti e operatori economici.

Le esplosioni tra Centocelle, Don Bosco e gli altri quartieri coinvolti

Negli ultimi mesi la zona orientale della Capitale è stata interessata da una sequenza di episodi intimidatori concentrati soprattutto nelle aree di Casilina, Don Bosco, Centocelle e San Basilio. Gli ordigni hanno colpito luoghi diversi, tra cui autonoleggi, locali e strutture private, con modalità che hanno spinto gli inquirenti a verificare possibili collegamenti tra gli eventi. Tra gli ultimi episodi figura l’esplosione davanti alla concessionaria Gold Auto in via dei Platani, a Centocelle, avvenuta nella notte con danni alla serranda dell’attività e a quattro automobili.

Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di sicurezza e le testimonianze raccolte per ricostruire la dinamica degli attentati e individuare eventuali responsabili. La pista seguita dagli inquirenti riguarda soprattutto gli ambienti della criminalità organizzata e dello spaccio di droga, con l’ipotesi di azioni dimostrative o pressioni nei confronti di attività commerciali. In alcuni casi sono stati valutati possibili collegamenti con conflitti tra gruppi che cercano nuovi equilibri sul territorio.

L’ombra dei clan e il tema del controllo del territorio

Il quadrante Est della Capitale è da tempo considerato un’area dove operano diverse realtà criminali. Le indagini stanno verificando se dietro la raffica di bombe possa esserci una strategia coordinata oppure una serie di episodi legati a contrasti locali. Il nome del clan Senese è stato richiamato nel dibattito investigativo e giornalistico per la presenza storica nell’area, ma gli accertamenti dovranno stabilire la reale origine degli attentati e gli eventuali collegamenti tra i diversi episodi.

Il confronto tra forze dell’ordine e istituzioni si è concentrato sulla necessità di ricostruire la rete di rapporti criminali presente nei quartieri interessati. Il prefetto Lamberto Giannini ha incontrato i vertici delle forze di polizia per una riunione tecnica dedicata alla serie di esplosioni, con attenzione alle dinamiche legate agli ambienti dello spaccio e ai possibili cambiamenti negli assetti criminali dopo le operazioni di contrasto condotte dalle autorità.

La risposta dei cittadini e la manifestazione contro la criminalità

Alla sequenza di attentati è seguita una mobilitazione pubblica promossa da Libera Roma insieme ad associazioni, realtà studentesche e gruppi scout. L’iniziativa è stata fissata per mercoledì 14 ottobre alle 18 in piazza Malatesta, con l’obiettivo di esprimere una posizione comune contro le intimidazioni che hanno colpito il territorio.

Nei giorni precedenti cittadini, studenti, associazioni, sindacati e comitati di quartiere si sono riuniti in un presidio nel quartiere Don Bosco davanti alla scuola De Curtis. Durante l’incontro sono intervenuti rappresentanti di diverse realtà civiche e sociali, tra cui organizzazioni impegnate sul fronte della legalità e del contrasto alla violenza criminale.

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