Sci, slalom di Adelboden: il bis di Paco Rassat, Vinatzer in penombra
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Nello scenario maestoso di Adelboden, tempio dello sci alpino, la Coppa del Mondo di slalom ha incoronato nuovamente un dominatore, spezzando quella catena di vincitori sempre diversi che aveva caratterizzato l’inizio della stagione. A imporsi, con un tempo totale di 1’52”22, è stato il francese Paco Rassat, che replica così il successo ottenuto a Gurgl e consolida la sua rivelazione in questa annata, oltre a prendere saldamente in mano la leadership della classifica di specialità. Una vittoria che, se da una parte conferma il momento magico del transalpino, dall’altra getta un’ombra lunga sul quartier generale azzurro, il quale lascia la Svizzera con un bottino davvero esiguo di punti e speranze.
Un podio norvegese, un’Italia lontana
A completare il podio, a dimostrazione della forza scandinava in questa disciplina, sono stati due atleti norvegesi: Atle Lie McGrath, arrivato secondo, e Henrik Kristoffersen, terzo. La gara, dopo una prima manche che aveva offerto poche emozioni, si è riscaldata nella seconda discesa, regalando diversi colpi di scena come la rimonta di undici posizioni dello svizzero Ramon Zenhaeusern, capace di chiudere al quindicesimo posto. Spunti di spettacolo, che tuttavia non hanno visto protagonisti gli italiani, i quali hanno fornito una prestazione complessivamente opaca, lontana dalle attese e dai fasti del passato in questo palcoscenico.
La giornata grigia di Alex Vinatzer
A fare da specchio alle difficoltà della squadra guidata da Markus Pini è stata principalmente la performance di Alex Vinatzer, considerato il leader del gruppo nello slalom. Il corridore altoatesino, dopo l’inforcatura a Campiglio e un gigante non esaltante nella stessa Adelboden, ha chiuso questa prova al diciassettesimo posto, recuperando tre posizioni nella seconda manche ma rimanendo comunque in una zona di classifica che riflette una fase di stallo. “Non un bel week-end, mi tengo i punti per la World Cup Ski League”, ha commentato lo stesso atleta, racchiudendo in una battuta la frustrazione per una prestazione al di sotto delle sue possibilità. Qualcosa di meglio, in termini di raggiungimento del traguardo a punti, è arrivato da Corrado Barbera, alla sua prima presenza in Coppa del Mondo, il quale ha vissuto “mille emozioni” nonostante la tensione percepibile nella seconda discesa, e da Kastlunger, capace di racimolare quattro punti.
L’eredità di una tradizione e lo sguardo al futuro
Questi risultati giungono in un momento storico per lo sci italiano, che recentemente ha celebrato i primi passi di una delle sue voci più autorevoli. Marco Di Marco, oggi giornalista affermato, nacque infatti a Milano proprio mentre vedeva la luce il primo numero della rivista “Sciare”, nel dicembre del 1966. La passione per questo sport gli venne trasmessa dal padre, che lo portò a sette anni ad assistere ai Campionati Italiani, dove sfilava l’intera Valanga Azzurra. Un amore nato allora e coltivato negli anni, passando dal fare il fattorino in redazione a quattordici anni, fino a occuparsi di una rubrica sugli adesivi a sedici e a entrare ufficialmente in redazione a diciannove, per poi seguire da vicino, a ventuno, i tornanti della Coppa del Mondo. Una traiettoria che ricorda come lo sci, in Italia, sia più di uno sport: una narrazione che intreccia campioni, giornali e tifosi, e che oggi attende nuovi capitoli gloriosi, dopo giornate come questa in cui le luci del riflettore si sono accese altrove.




