Oblivion Remastered, tra droga potenziata e elogi: le novità del gioco
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La rimasterizzazione di The Elder Scrolls IV: Oblivion non si limita a migliorare grafica e prestazioni, ma introduce cambiamenti inaspettati, come quello scoperto dallo youtuber Bacon_ riguardo allo Skooma, la sostanza stupefacente tipica della cultura Khajiiti. Se nell’edizione originale gli effetti della droga si accumulavano fino a otto volte, ora è possibile raggiungere ben ventidue stack, amplificandone l’impatto sul gameplay. Una modifica che, sebbene apparentemente marginale, ha suscitato curiosità tra i fan, abituati a un approccio più contenuto nel titolo del 2006.
Il lavoro di Virtuos Games, studio dietro la rimasterizzazione, è stato definito così accurato da spingere Bruce Nesmith, storico lead designer dell’originale, a paragonare il risultato a un vero e proprio Oblivion 2.0. Le sue parole, riportate senza enfasi ma con precisione, sottolineano l’attenzione posta nel preservare lo spirito del gioco pur modernizzandone gli aspetti tecnici. Del resto, il successo è tangibile: lanciato senza preavviso su PS5, Xbox Series X/S, PC e Game Pass, il titolo ha superato i 4 milioni di giocatori in pochi giorni, confermando l’appeal duraturo dell’universo creato da Bethesda.
Nonostante i riconoscimenti, gli sviluppatori non considerano il progetto concluso. Attraverso il canale Discord ufficiale, Bethesda ha aperto la porta a feedback e suggerimenti, come riportato da un post sul subReddit dedicato alla serie. Un approccio che, se da un lato dimostra volontà di affinare ulteriormente l’esperienza, dall’altro lascia intendere come certe scelte – incluso il potenziamento dello Skooma – possano essere soggette a revisioni in base alle reazioni della community.




