Oblivion Remastered, perché la quest di Kvatch va fatta subito (e gli altri problemi del gioco)

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Con il ritorno di The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered, Bethesda ha riportato in vita uno dei capitoli più amati della saga, scatenando l’entusiasmo di chi lo ricorda con nostalgia e di chi lo scopre per la prima volta. Ma tra gli appassionati, c’è un consiglio che circola insistentemente: non rimandare la missione di Kvatch, perché più si aspetta, più diventa ingestibile. Il motivo è semplice: più il gioco avanza, più i nemici aumentano di livello, trasformando quella che dovrebbe essere una battaglia epica in un incubo di difficoltà. Un dettaglio che, nonostante il passare degli anni e il restyling grafico, rimane invariato rispetto all’originale.

Bethesda ha chiarito più volte che si tratta di un remaster, non di un remake: il cuore del gioco è lo stesso, con i suoi pregi e difetti. Tra questi ultimi, spiccano i micro-freeze durante l’esplorazione, un problema ereditato dal passato che neanche questa versione aggiornata ha completamente risolto. Fortunatamente, la comunità dei modder è già al lavoro: una patch non ufficiale promette di attenuare gli scatti, dimostrando ancora una volta come i giocatori siano spesso i primi a colmare le lacune lasciate dagli sviluppatori.

Per chi volesse tuffarsi (o rituffarsi) in Cyrodiil, Oblivion Remastered è disponibile in sconto su alcune piattaforme digitali, inclusa Instant Gaming, sia nell’edizione standard che in quella Deluxe. Un’occasione per risparmiare qualche euro, soprattutto considerando che il gioco è stato ottimizzato per le console di nuova generazione e per PC, sfruttando tecnologie più avanzate rispetto al passato.

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