Mediolanum chiude il 2025 con profitti da record e aumenta la remunerazione per tutti
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Redazione Economia
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L’esercizio appena concluso ha regalato a Banca Mediolanum un bilancio più che positivo, caratterizzato da utili in decisa crescita e da masse amministrate che hanno toccato nuovi massimi. I conti, presentati dall’amministratore delegato Massimo Doris, mostrano infatti un utile netto che ha segnato un balzo dell’11%, attestandosi a 1,24 miliardi di euro. Un risultato solido, che poggia su un margine di contribuzione aumentato del 7% a 2,11 miliardi e su un margine operativo cresciuto del 10%, pari a 1,2 miliardi. Le commissioni nette, da parte loro, hanno raggiunto 1,31 miliardi grazie a un incremento del 12% su base annua, trainato dal significativo contributo della raccolta netta gestita e dal favorevole andamento dei mercati finanziari. Questa robusta performance ha permesso al gruppo di pianificare una distribuzione di ricchezza particolarmente generosa, sia verso i soci sia verso il personale interno.
Dividendi in forte rialzo per gli azionisti
La cifra destinata agli azionisti ammonta a 924 milioni di euro, che si traducono in una cedola di 1,25 euro per ogni Titolo. Un importo che, se confrontato con l’euro distribuito nel 2024, evidenzia un aumento del 25%. Alla base di questa crescita tanto marcata vi è una combinazione di fattori, alcuni dei quali di natura straordinaria. Una parte del dividendo, 20 centesimi per azione, è infatti riconducibile all’operazione di dismissione della quota del 3,5% detenuta in Mediobanca, venduta lo scorso giugno dopo un quarto di secolo di permanenza nel capitale della merchant bank. A questa componente si aggiungono ulteriori 25 centesimi, legati invece alle positive performance di mercato. La ripartizione di questa ricchezza vedrà una fetta consistente, 370 milioni, andare alla famiglia Doris – che controlla il 40% del gruppo – e oltre 277 milioni dirottati verso Fininvest, la holding degli eredi di Silvio Berlusconi che detiene una partecipazione del 30%.
Un premio per dipendenti e banker
Oltre a riempire di dividendi i propri soci, Mediolanum ha scelto di estendere i benefici derivanti dagli ottimi risultati anche al proprio organico. A tutti i dipendenti e ai banker, infatti, è stato riconosciuto un premio una tantum di 2.000 euro. Una misura concreta che sottolinea come la prosperità dell’istituto, costruita su una raccolta netta che ha superato ogni previsione e su masse amministrate da record – salite a 155,8 miliardi di euro –, non sia un traguardo fine a se stesso ma venga condivisa con coloro che contribuiscono quotidianamente alla sua operatività. Questo approccio, che unisce la remunerazione del capitale al riconoscimento del lavoro, delinea un modello di distribuzione dei profitti particolarmente ampio e inclusivo.
Le prospettive e il contesto del settore
La presentazione dei conti è stata anche l’occasione per un commento ottimistico da parte dell’ad Doris, il quale ha dichiarato che «il 2026 sarà ancora meglio». Un’affermazione che riflette la fiducia della guida dell’istituto nella continuità di un trend positivo, nonostante le incertezze che periodicamente attraversano i mercati finanziari globali. Il caso di Mediolanum, del resto, non è isolato nel panorama creditizio italiano, dove anche altri gruppi – come Popolare di Sondrio – hanno chiuso l’esercizio con conti in attivo, sebbene con dinamiche e numeri differenti. Ciò che emerge con chiarezza è la capacità di alcuni player di navigare con successo le complessità del periodo, capitalizzando le opportunità offerte dalla gestione del risparmio e dalle operazioni di portafoglio, per consegnare valore a tutti i portatori di interesse.




