Banca Mediolanum chiude un 2025 da record con utile a 1,24 miliardi e dividende in forte rialzo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I conti approvati dal consiglio di amministrazione, che si è riunito in queste ore, delineano un esercizio finanziario di assoluto rilievo per l'istituto, il quale, oltre a far registrare un utile netto consolidato di 1,24 miliardi di euro, ha visto crescere dell'8% i crediti erogati alla clientela, i quali hanno toccato la soglia di 18,98 miliardi. Un dato, quest'ultimo, che sottolinea una dinamica creditizia particolarmente vivace, con un aumento del 28% nell'erogazione di nuovi finanziamenti, i quali hanno superato i 3,9 miliardi di euro. L'esito positivo, come ha dichiarato l'amministratore delegato Massimo Doris, conferma la solidità strutturale del modello di business adottato dal gruppo, un modello che poggia le proprie fondamenta sulla gestione del risparmio e su un rapporto diretto con la propria clientela.

La raccolta netta trainata dal risparmio gestito

A contribuire in maniera decisiva al risultato finale, che gli analisti finanziari hanno immediatamente premiato spingendo le quotazioni del Titolo a un massimo storico di 20,56 euro, è stato il cosiddetto andamento commerciale, il migliore di sempre nella storia della banca. La raccolta netta totale, infatti, ha raggiunto i 11,64 miliardi di euro, segnando un incremento dell'11% su base annua; una performance nella quale si è distinto in modo particolare il comparto del risparmio gestito, il quale da solo ha attratto risorse per 9,06 miliardi, facendo registrare un balzo del 18%. Questi numeri, che si traducono in masse gestite e amministrate ai massimi livelli, rappresentano il motore principale della redditività dell'azienda, la quale ha potuto così destinare risorse cospicue alla remunerazione degli azionisti.

La proposta di dividendo all'assemblea

Proprio in virtù degli eccellenti risultati economici conseguiti, il cda ha deliberato di sottoporre all'assemblea degli azionisti una proposta di distribuzione di un dividendo complessivo pari a 1,25 euro per ciascuna azione. Una somma, corrispondente a un esborso totale di circa 924 milioni di euro da parte del gruppo, che segna un incremento del 25% rispetto all'importo erogato per l'esercizio precedente. L'aumento della remunerazione, quasi in linea con la crescita dell'utile netto, evidenzia una politica di generosa redistribuzione degli utili, la quale mira a compensare adeguatamente i soci per l'investimento effettuato. La delibera, attesa dagli investitori, corona un anno che, come sottolineato dalla stessa banca, può essere definito senza alcun dubbio "da incorniciare".

Il contesto macroeconomico e le prospettive

I risultati si inseriscono in un quadro internazionale complesso, caratterizzato da tensioni geopolitiche e da un'inflazione ancora da domare in molte economie avanzate, come negli Stati Uniti guidati da Donald Trump. In un simile contesto, la capacità di generare una raccolta così robusta e di mantenere una crescita sostenuta dei crediti testimonia la resilienza del gruppo e la fiducia che i risparmiatori ripongono nel suo operato. L'attenzione si sposta ora naturalmente sulla capacità di mantenere questo ritmo di crescita, mentre i mercati finanziari continuano a valutare l'impatto delle politiche monetarie delle principali banche centrali sulla liquidità globale e, di conseguenza, sui flussi di investimento.

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