Il Carnevale di Venezia tra mito e gioco: Olympia invade la laguna

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il Carnevale di Venezia, la cui edizione del 2026 si è aperta lo scorso 31 gennaio con il Gran ballo ispirato al mondo di Bridgerton, trova da domani il suo pieno ritmo in una città che, tra l'Arsenale e piazza San Marco, si prepara a essere invasa dal mito. "Olympus. Alle origini del gioco", questo il tema scelto, intesse un racconto collettivo che, fino al 17 febbraio, lega la mitologia classica e lo spirito agonistico degli antichi giochi greci a una celebrazione, non secondaria, dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina. Un programma diffuso, che trasforma calli e campi in palcoscenici, affiancando ai grandi spettacoli sull'acqua un ricco cartellone di mostre, teatro e iniziative del cosiddetto Carnevale della Cultura, senza dimenticare un omaggio al Capodanno cinese.

Lo spettacolo "Il Richiamo di Olympia" e la regia artistica

Tra gli appuntamenti più attesi, in calendario da venerdì 6 febbraio, spicca "Il Richiamo di Olympia", ideato e diretto da Enrica Crivellaro. Lo spettacolo, che si avvale della direzione artistica di Massimo Checchetto e di un testo di Rocco Anelli, si propone come un omaggio visionario all'isola lagunare, mescolando in un crescendo travolgente le suggestioni dell'Olimpo con l'identità più autentica della Serenissima. Un'operazione, questa, che punta a recuperare il nucleo originario della festa, fatto di partecipazione e trasfigurazione, come sottolineato dallo stesso Checchetto, il quale invita i visitatori a vivere l'esperienza in maschera, attribuendo al pubblico il ruolo di ingrediente fondamentale per il successo della manifestazione.

Il programma diffuso tra terra e acqua

La kermesse, che tradizionalmente segna il culmine del carnevale italiano, non si concentra esclusivamente nel cuore storico. Un ricco ventaglio di eventi si distribuisce, infatti, tra la città insulare e la terraferma, coinvolgendo musei e spazi spesso meno battuti. Cortei, performance e concerti si alternano alla suggestiva eleganza del corteo delle "Marie del Carnevale", mentre la tradizione remiera veneziana rivive nella Festa veneziana, con il suo corteo di barche decorate che solca il Canal Grande il giorno successivo all'inaugurazione. Elementi, questi, che contribuiscono a creare quell'intreccio unico di arte, storia e spettacolo che da secoli caratterizza il periodo precedente la Quaresima.

La festa come racconto collettivo

Quello che prende forma è un grande affresco in movimento, dove il gioco, declinato tanto in senso mitologico quanto sportivo, diviene il filo conduttore di una narrazione corale. L'offerta, che comprende laboratori e attività ludiche sull'acqua, punta a coinvolgere un pubblico trasversale, permettendo a chiunque di immergersi nell'atmosfera di festa. La piazza San Marco, con i suoi palcoscenici all'aperto, rimane il polo gravitazionale principale, ma è l'intero tessuto urbano a vestirsi di coriandoli, maschere e musica, confermando la capacità del Carnevale di rigenerarsi annualmente pur attingendo a un immaginario antico e consolidato.

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