Rapimento Sofia, Rosa Vespa confessa, il marito scarcerato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Cosenza, la vicenda del rapimento della piccola Sofia ha subito un'importante svolta. Rosa Vespa, la donna di 51 anni accusata di aver sequestrato la neonata, ha dichiarato di aver agito da sola, scagionando così il marito Moses Omogo Chidiebere, un senegalese di 43 anni. La Gip Claudia Pingitore, su conforme parere del sostituto procuratore Antonio Bruno Tridico, ha disposto la scarcerazione dell'uomo, fermato insieme alla moglie nel momento del ritrovamento della bambina nell'appartamento della coppia a Castrolibero, vicino a Cosenza.

Secondo quanto emerso, Rosa Vespa avrebbe finto una gravidanza, mentendo al marito e ai familiari, e organizzato il rapimento di Sofia, sottraendola alla madre con uno stratagemma in una clinica. Durante un interrogatorio di quattro ore, la donna ha confermato che il marito era completamente all'oscuro del suo piano, anzi, era convinto della sua gravidanza. Un audio, presumibilmente registrato da una vicina di casa della coppia, conferma che Moses non sapeva nulla del rapimento e che Rosa aveva intenzione di confessargli la verità quella stessa sera.

La famiglia della piccola Sofia, sconvolta dalla scarcerazione di Moses, si interroga su come sia possibile che l'uomo sia stato dichiarato estraneo ai fatti. In particolare, i genitori della neonata, Federico Cavoto e Valeria Chiappetta, hanno espresso incredulità e sgomento, soprattutto dopo che Valeria aveva chiesto rassicurazioni sul fatto che i due fermati sarebbero rimasti in carcere.

La vicenda ha suscitato grande attenzione mediatica e ha sollevato numerosi interrogativi sulle dinamiche familiari e sulle responsabilità individuali.

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