730 precompilato 2026, da aprile a novembre: le tappe da conoscere per la dichiarazione dei redditi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il conto alla rovescia per l’appuntamento con il fisco è ormai agli sgoccioli. A partire dal 30 aprile prossimo, l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti, nell’area riservata del proprio portale, il modello 730 precompilato relativo ai redditi del 2025. In questa prima fase, che serve principalmente a prendere confidenza con i dati, è possibile solo visualizzare il documento senza ancora procedere all’invio; chi accede con SPID, CIE o CNS può così verificare la correttezza delle informazioni accumulate dall’amministrazione, dai redditi della Certificazione Unica fino alle spese sanitarie trasmesse da farmacie e strutture convenzionate. Si tratta di un’opportunità, quest’ultima, per scovare eventuali omissioni o errori prima che la dichiarazione assuma carattere definitivo.

Le scadenze cruciali tra modifiche, rimborsi estivi e invio definitivo

Superata la fase di “sola lettura”, il calendario fiscale segna il 20 maggio come data di svolta: è da questo giorno, infatti, che sarà effettivamente possibile accettare il modello così com’è, modificarlo o integrarlo con dati mancanti per poi procedere alla trasmissione telematica. Chi ha fretta di ottenere un rimborso, magari per far quadrare i conti delle vacanze, deve prestare attenzione a un’altra scadenza, quella del 31 maggio: inviando la dichiarazione entro questo termine, l’eventuale credito Irpef verrà riconosciuto direttamente in busta paga già a partire dalla retribuzione di luglio (o, per i pensionati, da quella di agosto). Un secondo finestrino utile per vedere il rimborso nella busta paga di agosto è invece il 20 giugno, anche se la vera linea d’ombra resta comunque il 30 settembre, termine ultimo inderogabile per la presentazione del 730 senza incorrere in sanzioni.

I nuovi oneri e le verifiche da fare per non perdere detrazioni

Il modello di quest’anno, va detto, si presenta più ricco di informazioni pre-caricate rispetto al passato, grazie all’allargamento del perimetro dei dati trasmessi da terzi. Rientrano ora in automatico, per esempio, le spese sportive per i figli minorenni, le prestazioni di psicologi e fisioterapisti, così come quelle per l’istruzione (scuole dell’infanzia, elementari e medie). Attenzione però, perché la comodità non deve mai far dimenticare la prudenza: Salvatore Regalbuto, presidente dell’ordine dei Commercialisti di Torino, ha ricordato come sia cruciale prestare attenzione agli oneri detraibili e deducibili, soprattutto per chi ha cambiato datore di lavoro durante l’anno per evitare spiacevoli conguagli, o per chi rientra nelle fasce di reddito più alte (oltre i 75mila euro) dove le nuove norme riducono l’importo delle detrazioni spettanti. Chi modifica il precompilato, inoltre, deve conservare tutta la documentazione che giustifichi la rettifica, in quanto potrebbe essere richiesta in caso di futuri controlli incrociati.

Dopo settembre, le ultime vie per correggere (con l’aiuto di un professionista)

Qualora si superi la scadenza del 30 settembre o ci si accorga di un errore dopo l’invio, non tutto è perduto, ma le opzioni si riducono e si fanno più articolate. Fino al 25 ottobre è ancora possibile presentare un cosiddetto “730 integrativo”, anche se in questo caso non lo si può fare in autonomia: è obbligatorio passare attraverso un CAF (Centro di assistenza fiscale) o un professionista abilitato che possa ritrasmettere i dati corretti all’Agenzia. Esiste infine una “strada di riserva” che si allunga fino al 2 novembre (il 31 ottobre cade di sabato), rappresentata dalla presentazione del modello Redditi PF correttivo nei termini. Si tratta, in sostanza, dell’ultima chiamata per mettersi in regola, utile per chi magari ha perso le finestre precedenti e deve sanare la propria posizione prima della chiusura definitiva dell’anno fiscale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.